Crans-Montana, identificate le 40 vittime dell’incendio di Capodanno: sei erano italiane. I nomi ora ci sono ma la strage solleva ancora interrogativi su sicurezza, prevenzione e responsabilità
Con la conclusione delle procedure di identificazione, rientrano in Italia le giovanissime vittime dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana.
Hanno lasciato l’aeroporto militare di Milano Linate i feretri di quattro delle sei vittime italiane della strage di Crans Montana, arrivati in tarda mattinata dalla Svizzera con un volo di Stato. I feretri sono stati imbarcati da personale della polizia cantonale del Vallese, alla presenza di una rappresentanza dei vigili del fuoco e delle autorità elvetiche.
Le due vittime milanesi, Chiara Costanzo e Achille Barosi, resteranno a Milano in attesa della camera ardente e dei funerali. I feretri di Giovanni Tamburi ed Emanuele Galeppini sono diretti rispettivamente a Bologna e Genova. Il velivolo militare con il feretro del romano Riccardo Minghetti è invece in partenza per l’aeroporto militare di Ciampino.
Il feretro di Sofia Prosperi, italo svizzera residente a Lugano, non è stato imbarcato. Le esequie si terranno nella città elvetica.
Sul volo c’erano anche le famiglie di tre delle vittime, due dirette a Milano e una a Roma, insieme a personale del Dipartimento della Protezione civile, del ministero degli Esteri e a un team di psicologi. A esprimere vicinanza ai familiari è stato anche l’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado.
Il silenzio sulla pista di Linate
Subito dopo l’atterraggio del volo di Stato, le bare in legno chiaro dei quattro giovani sono state trasferite dall’aereo ai carri funebri. Alla cerimonia hanno assistito parenti e autorità con i gonfaloni di Regione, Comune e Città metropolitana.
Un sacerdote ha impartito la benedizione, mentre i familiari sfioravano le bare. Sulla pista dell’aeroporto militare di Linate è calato un silenzio assoluto.
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I feriti e i dati ufficiali
Sono stati identificati tutti i 116 feriti nell’incendio di Capodanno a Crans Montana. Ottantatré persone risultano ancora ricoverate. Gli svizzeri sono il gruppo più numeroso, seguiti dai francesi. Il numero iniziale di 119 feriti comprendeva tre persone finite in ospedale per cause non legate all’incendio. Lo ha comunicato la polizia del Canton Vallese. In serata è stata completata l’identificazione formale di tutte le quaranta vittime dell’incendio.
Tra gli ultimi sedici corpi riconosciuti figurano tre giovani svizzere, una ragazza con doppia cittadinanza svizzera e francese, tre italiani, una portoghese, una belga, sei cittadini francesi e un quindicenne con tripla nazionalità francese, israeliana e britannica. Sei le vittime italiane complessive.

Il minuto di silenzio nelle scuole
Mercoledì 7 gennaio, in tutte le scuole italiane, sarà osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime. “In questo momento di profondo dolore, il pensiero della comunità scolastica è rivolto ai giovani che hanno perso la vita in circostanze che avrebbero dovuto essere di spensieratezza e condivisione”, ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, esprimendo il cordoglio alle famiglie.
L’ambasciatore: famiglie chiedono giustizia
“Le famiglie delle vittime chiedono giustizia”, ha riferito l’ambasciatore Cornado, spiegando che in Italia i gestori del locale di Crans Montana, Jacques e Jessica Moretti, sarebbero stati arrestati. La procura del Canton Vallese ha invece escluso misure cautelari, ritenendo assenti i presupposti. L’ambasciatore ha riferito che le autorità locali erano a conoscenza del fatto che il materiale fonoassorbente del soffitto fosse infiammabile e non ignifugo. “La dimostrazione è che ha preso fuoco”, ha spiegato, aggiungendo che un’eventuale uscita di sicurezza sarebbe stata mal segnalata e non individuabile nel caos dell’incendio.
“Una tragedia evitabile”
Nel giorno della conclusione delle identificazioni, l’ambasciatore Cornado ha pronunciato parole destinate a segnare il dibattito:
«Esistono le disgrazie, ma questa non è stata una disgrazia. È stata una tragedia evitabile. Sarebbero bastati un po’ di prevenzione e un minimo di buon senso».

Ricoveri ancora in corso
Prosegue anche il trasferimento in Italia dei ragazzi feriti. All’ospedale Niguarda di Milano sono stati ricoverati complessivamente undici giovani, sette dei quali in condizioni gravi. Nelle ultime ore è arrivato anche Kean, sedicenne studente del liceo Virgilio di Milano, trasportato da Zurigo. In Svizzera restano tre pazienti in condizioni delicate, seguiti da personale sanitario locale e dal team della Protezione civile italiana. Le valutazioni sull’idoneità al trasporto proseguiranno nei prossimi giorni.
















