2 Gennaio 2026

Direttore: Alessandro Barbano

2 Gen, 2026

Crans-Montana, il golfista Emanuele Galeppini tra le vittime. Gravi 80-100 feriti

Il giorno dopo l'esplosione e l'incendio a Crans Montana

Strage di Capodanno a Crans-Montana: 80-100 feriti in condizioni critiche su 115. Farnesina: 19 italiani coinvolti, 6 dispersi. Bilancio ancora in aumento. Un conto straziante


Una conta straziante. La ricerca delle vittime, molte ancora senza identità. Dei dispersi italiani che si trovavano nel locale Le Constellation, c’è il primo, Emanuele Galeppini. A darlo è la Federazione italiana Golf che ha annunciato sui social la morte del ragazzo di 17 anni.

“La Federazione Italiana Golf – si legge sui social – piange la scomparsa di Emanuele Galeppini, giovane atleta che portava con sé passione e valori autentici. In questo momento di grande dolore, il nostro pensiero va alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Emanuele, rimarrai per sempre nei nostri cuori”. Determinante per il riconoscimento il ritrovamento nel locale di Crans Montana del telefono cellulare.

Tra gli 80 e i 100 feriti in gravi condizioni

Tra i 115 feriti dell’incendio scoppiato durante la festa di Capodanno nella località sciistica svizzera, tra 80 e 100 persone sono in condizioni critiche. Lo ha dichiarato il capo del Dipartimento della sicurezza del Canton Vallese, Stéphane Ganzer, intervenendo alla radio francese Rtl, lasciando intendere che il bilancio della strage potrebbe ulteriormente aggravarsi.

“Delle centinaia di persone ricoverate negli ospedali – ha aggiunto Ganzer – molte non sono state ancora identificate”, a causa delle gravi ustioni riportate nell’esplosione e nel successivo incendio che ha devastato il locale Le Constellation.

Italiani coinvolti: il punto della Farnesina

Secondo l’ultimo aggiornamento della Farnesina, il quadro dei cittadini italiani coinvolti nella sciagura conferma 19 segnalazioni complessive. Nel dettaglio, tre pazienti sono stati trasferiti in Italia, all’ospedale Niguarda di Milano; dieci risultano ospedalizzati in Svizzera, anche se per due di loro non c’è ancora certezza sulle condizioni cliniche e sulla struttura di ricovero, in attesa di conferme dalle autorità elvetiche; sei persone risultano tuttora disperse, senza informazioni disponibili.

Vittime ancora da identificare

Alla giornata di ieri risultavano 47 le vittime accertate, mentre cinque corpi non sono ancora stati identificati e la loro nazionalità resta al momento sconosciuta. Le autorità non escludono che il numero dei morti possa aumentare nelle prossime ore, alla luce delle condizioni estremamente gravi di molti feriti.

L’incendio lampo

La strage di Crans-Montana è stato l’effetto di una combinazione letale di materiali e condizioni ambientali. Le testimonianze parlano di un incendio rapidissimo, capace di saturare l’aria in meno di un minuto, probabilmente innescato da scintille su un rivestimento altamente infiammabile. Al centro delle indagini c’è la schiuma poliuretanica usata per l’insonorizzazione del locale: se priva di additivi ignifughi, questo materiale brucia velocemente, liquefacendosi e generando il cosiddetto gocciolamento ardente, una “pioggia di fuoco” che rende impossibile la fuga.

A uccidere non è stato solo il calore, ma anche il fumo tossico: la combustione del poliuretano libera monossido di carbonio e acido cianidrico, gas che possono provocare perdita di coscienza in pochi respiri. In un ambiente interrato, con ventilazione ridotta, le vie di uscita si trasformano così in trappole mortali.

L’inchiesta dovrà accertare se i materiali installati rispettassero gli standard svizzeri per i locali pubblici o se l’uso di rivestimenti non certificati abbia trasformato una festa in una strage.

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