Riprendono le ricerche del volo MH370 della Malaysia Airlines, scomparso nel 2014 con 239 persone a bordo. Operazioni affidate a Ocean Infinity
Ripartono le ricerche del volo MH370 della Malaysia Airlines, scomparso l’8 marzo 2014 durante il collegamento tra Kuala Lumpur e Pechino con 239 persone a bordo. A oltre dieci anni dall’evento, il caso resta uno dei più grandi enigmi dell’aviazione civile.
Le nuove esplorazioni sono affidate a Ocean Infinity, società specializzata in robotica marina. Una prima fase avviata nei mesi scorsi era stata sospesa per il maltempo. Il piano ora prevede ricerche a intermittenza per 55 giorni a partire dal 30 dicembre, su una nuova area dell’oceano mai scandagliata prima.
L’area di ricerca
Ocean Infinity opera con un contratto basato sulla formula “nessun ritrovamento, nessun compenso”. L’azienda esplorerà circa 15.000 chilometri quadrati di fondale e riceverà un pagamento solo in caso di individuazione di relitti riconducibili al volo MH370.

La scomparsa del Boeing nel 2014
Il volo deviò dalla rotta e scomparve dai radar del traffico aereo senza lanciare segnali di emergenza. A bordo viaggiavano 12 membri dell’equipaggio e 227 passeggeri, in gran parte cittadini cinesi, oltre a persone provenienti da Malesia, Australia, Indonesia, India, Francia, Stati Uniti, Iran, Ucraina, Canada, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Russia e Taiwan.
Un mistero che resiste nel tempo
Nonostante precedenti campagne di ricerca e il ritrovamento di alcuni frammenti negli anni successivi, la posizione dell’aereo non è mai stata individuata con certezza. Come ricorda il Guardian, la nuova missione riaccende la speranza di familiari e investigatori di ottenere finalmente risposte su cosa accadde al volo MH370.


















