Al via l’atteso incontro a Mar-a-Lago per discutere di un possibile accordo tra Kiev e Mosca. Nel frattempo la Russia continua ad attaccare: nel mirino finiscono Kherson, Odessa e Dnipropetrovsk. La minaccia: “Pronti a concludere l’operazione con la forza”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è in Florida, a Mar-a-Lago, per il vertice con il suo omologo americano Donald Trump. Al centro del colloquio ci sarà un possibile accordo di pace tra Kiev e Mosca, in guerra dal febbraio di quattro anni fa. Dopo il faccia a faccia con Trump, Zelensky si confronterà nuovamente con i leader dei Paesi dell’Unione europea che gli hanno confermato il loro sostegno.
La tappa in Canada
Prima di prendere la rotta della Florida, Zelensky ha fatto tappa in Canada per un colloquio col premier Mark Carney e un’ultima videochiamata con gli alleati dell’Unione europea. In quella sede Zelensky ha sottolineato che la Russia partecipa a “lunghi colloqui”, ma a parlare per lei sono ancora una volta “i Kinzhal e gli Shahed”. Zelensky ha descritto l’inferno recentemente scatenato dai russi su Kiev: uno dei bombardamenti più massicci degli ultimi mesi, quasi 500 droni e una quarantina di missili concentrati in dieci ore. Quei raid, secondo Zelensky, smascherano “il vero atteggiamento di Vladimir Putin e della sua cerchia: nessuna volontà di porre fine alla guerra”. E così il presidente russo Vladimir Putin è tornato a minacciare, dettando i confini del negoziato: “Se Kiev non vuole risolvere il conflitto in modo pacifico, porteremo a termine l’operazione con la forza“, ha tuonato intimando agli ucraini di “ritirarsi dai territori” rivendicati da Mosca.
Attacco russo a Kherson
Nel frattempo, però, la Russia continua ad attaccare il territorio dell’Ucraina. Secondo quanto riferito dai media ucraini, l’esercito russo ha lanciato un massiccio attacco su Kherson. In città si sono verificati incendi e alcune zone sono senza energia elettrica. Lo ha riferito RBC-Ucraina citando un post su Telegram del direttore dell’MBA di Kherson, Yaroslav Shanko. “I terroristi russi hanno nuovamente lanciato un massiccio attacco sulla città con missili MLRS – si legge – Aree residenziali e infrastrutture critiche sono state avvolte dalle fiamme. A seguito dell’attacco, una parte della città è rimasta senza elettricità”. Due i feriti: una donna di 75 anni, a cui è stata diagnosticata una lesione da esplosione e una reazione acuta da stress, e un residente di 38 anni che ha subito una commozione cerebrale, una ferita da mina, una reazione acuta da stress e una crisi ipertensiva non complicata.
Dnipropetrovsk nel mirino
Nella notte i russi hanno attaccato con 48 droni, circa 30 dei quali Shaheed, due distretti della regione di Dnipropetrovsk danneggiando case, un istituto scolastico, una fattoria e un gasdotto. Come riferisce il capo ad interim dell’Ova di Dnipropetrovsk, Vladislav Haivanenko, “le truppe russe hanno continuato a terrorizzare la regione di Nikopol. Il centro del distretto è stato colpito dall’artiglieria pesante. Cinque condomini e un istituto scolastico sono stati danneggiati“. Inoltre, i droni russi hanno attaccato la comunità di Vasylkivska, nel distretto di Sinelnyky. Due abitazioni private e una fattoria sono state danneggiate. Colpito anche un gasdotto. Non ci sarebbero, tuttavia, morti o feriti.
La situazione a Odessa
Nel frattempo a Odessa, più di 100 finestre di sette edifici residenziali e tre istituzioni sociali sono state danneggiate in seguito a un attacco serale da parte delle forze armate russe. Lo ha annunciato su Telegram il direttore dell’amministrazione militare di Odessa, Serhiy Lysak, come riportato da Ukrinform. “A seguito dell’attacco nemico serale, sono state danneggiate più di 100 finestre in sette edifici residenziali e tre strutture sociali. Gli addetti ai servizi pubblici hanno già temporaneamente chiuso le aperture con delle pellicole”, si legge nel post. Alle 8 del mattino ora locale, 14 persone avevano contattato la sede operativa per chiedere aiuto. L’area adiacente alle case danneggiate è stata sgomberata. L’accesso ai mezzi di trasporto è stato messo in sicurezza. Lysak ha aggiunto che, secondo Dtek, in alcune zone della città si sono verificate interruzioni di corrente di emergenza a causa del sovraccarico delle linee. Il trasporto elettrico è fuori servizio, ma gli autobus sono in funzione.
Zaporizhzhia, i russi accusano
I dipendenti della centrale nucleare di Zaporizhzhia ricevono regolarmente minacce di morte dagli ucraini. Lo ha dichiarato all’agenzia russa Ria Novosti il direttore della centrale nucleare di Zaporizhzhia, Yuriy Chernichuk. “Minacce di vario tipo vengono costantemente rivolte a vari dipendenti. Sono sottoposti a pressioni. Minacciano di vendicarsi quando, secondo le forze armate ucraine, arriveranno in città e l’impianto passerà sotto il loro controllo. Tutti coloro che attualmente lavorano nella struttura ricevono queste minacce”, ha detto Chernichuk.


















