Spesa record per la manutenzione del panfilo di proprietà dell’oligarca russo vicino a Vladimir Putin, che oggi si trova nel golfo di Trieste e al centro di un contenzioso di livello internazionale
Potrebbe arrivare nei primi mesi del 2026 la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea sul ricorso presentato dalla Valla Yachts. Quest’ultima è la società formalmente proprietaria della più grande barca a vela del mondo, la “A”, sottoposta a congelamento amministrativo dalla notte tra l’11 e il 12 marzo 2022 in quanto, secondo lo Stato italiano, riconducibile all’oligarca bielorusso Andrey Melnichenko, vicino al presidente russo Vladimir Putin.
La manutenzione
L’enorme yacht, del valore di 530 milioni di euro, galleggia da allora nel golfo di Trieste. La sua manutenzione, secondo una inchiesta pubblicata dal quotidiano “Il Piccolo”, sarebbe finora costata 30 milioni di euro all’Italia. Il panfilo non rientra tra gli asset russi investiti in Europa e che l’Ue intenderebbe utilizzare per finanziare l’Ucraina, in quanto bene non finanziario.
La società svizzera
Il quotidiano ha ricostruito la filiera proprietaria di A, progettato da Philippe Starck. Melnichenko rigetta l’ipotesi che sia un bene a lui riferibile: la proprietà sarebbe di “un trust gestito da un fiduciario indipendente”. Per le autorità italiane ed europee, invece, il titolare di A sarebbe proprio Melnichenko. Il gigayacht risulta di proprietà di una società con sede alle Bermuda, la Valla Yachts, che conferisce in un trust gestito da una società svizzera.
Lady Melnichenko
Aleksandra Melnichenko, moglie dell’oligarca cui quest’ultimo ha conferito il suo ricco pacchetto azionario, è la beneficiaria discrezionale del trust: potrebbe cioè utilizzare il bene se la società svizzera glielo assegnasse. Un giro che, per le autorità italiane ed europee, parte e torna ai Melnichenko. Lo hanno ribadito i giudici europei lo scorso marzo, bocciando un ricorso del magnate dei fertilizzanti e del carbone e confermando il congelamento del panfilo.
Il ricordo della Valla
Ma la Valla Yachts sostiene di essere proprietaria di A e dunque ha presentato un nuovo ricorso al Tar del Lazio attraverso i suoi legali – lo studio di Roma Saccucci & Partners e lo studio Centonze di Milano – che è stato oggetto però di rinvio pregiudiziale ai giudici europei. Che potrebbero emettere la sentenza nei prossimi mesi, appunto. La gestione della nave è affidata all’Agenzia del Demanio. Una volta finita la guerra tra Russia e Ucraina, l’Italia chiederà la restituzione della cospicua cifra sborsata per rilasciare la nave.


















