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Usa, annunciata sospensione immediata delle richieste d’asilo

A seguito dell’attacco di Washington che ha provocato la morte di un soldato della Guardia Nazionale l’amministrazione Trump stringe sull’immigrazione


L’amministrazione Trump ha annunciato la sospensione immediata di tutte le decisioni in materia di asilo politico, a seguito della sparatoria che mercoledì ha coinvolto due membri della Guardia Nazionale a Washington DC, a pochi isolati dalla Casa Bianca. Il direttore dello US Citizenship and Immigration Services, Joseph Edlow, ha dichiarato su X che le procedure resteranno congelate «finché non potremo garantire che ogni straniero sia controllato e verificato al massimo livello possibile».

La decisione arriva mentre la procura federale del distretto della Columbia ha aggravato le accuse contro Rahmanullah Lakanwal, 29 anni, cittadino afghano e collaboratore della CIA durante la guerra in Afghanistan. Dopo la morte di una delle due vittime, la soldatessa ventenne Sarah Beckstrom, l’uomo è ora imputato per omicidio di primo grado e per tentato omicidio.

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L’altro militare ferito, il Sergente Andrew Wolfe, 24 anni, resta secondo i media americani in condizioni «estremamente critiche» e continua a lottare per la sua vita. Il governatore della West Virginia, Patrick Morrisey, ha ordinato le bandiere a mezz’asta in tutti gli edifici statali in memoria della giovane soldatessa deceduta a Washington.

La Guardia Nazionale a Washington su volere di Trump

Beckstrom e Wolfe erano stati schierati a Washington come parte della missione anti-crimine voluta da Donald Trump, che ha federalizzato la polizia locale della capitale e impiegato la Guardia Nazionale nelle operazioni di deportazione di massa dei migranti illegali presenti sul territorio. Una strategia molto controversa oggetto di ricorsi giudiziari in diverse città americane.

Il presidente ha definito la sparatoria un «attacco terroristico», attribuendo la responsabilità politica all’amministrazione Biden per aver consentito l’ingresso nel Paese degli afghani che avevano collaborato con gli Stati Uniti. Trump ha ribadito l’intenzione di «sospendere permanentemente l’immigrazione» dai Paesi più poveri ed espellere milioni di migranti presenti sul territorio americano.

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Lakanwal viveva a Bellingham, nello stato di Washington, con la moglie e cinque figli. Era arrivato negli Stati Uniti nel 2021 tramite l’operazione “Allies Welcome”, avviata per il reinsediamento degli afghani dopo il ritiro americano da Kabul. Secondo l’organizzazione #AfghanEvac, l’uomo aveva presentato domanda d’asilo sotto l’amministrazione Biden, ma la pratica era stata approvata durante la presidenza Trump. In un messaggio ai militari per il Giorno del Ringraziamento, Trump ha dichiarato che Lakanwal «è impazzito, completamente».

La procuratrice Jeanine Pirro ha anticipato su Fox News che vi saranno «molte altre imputazioni», sottolineando l’impegno degli investigatori nell’individuare il movente, non ancora del tutto chiaro. Perquisizioni e accertamenti sono in corso nello stato di Washington e in altre località. La vicenda, già politicamente esplosiva, rischia di alimentare ulteriormente il dibattito sulla sicurezza nazionale e sulle politiche di immigrazione, ora sospese in blocco a livello federale.

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