6000 i velivoli richiamati a terra per controlli e riparazioni dopo la perdita di quota del volo JetBlue del 30 ottobre scorso
Le compagnie aeree di mezzo mondo stanno registrando cancellazioni e ritardi eccezionali a seguito della decisione di Airbus di ordinare riparazioni immediate su circa 6.000 velivoli A320, più della metà della flotta globale. L’intervento, disposto dall’EASA come misura precauzionale, consiste principalmente nel ripristino di una versione precedente del software ELAC, responsabile del controllo di elevatori e alettoni. L’aggiornamento richiede circa due ore per aeromobile, ma deve essere completato prima del ritorno in servizio.
La compagnia produttrice del computer di bordo degli A320, la francese Thales, non ha commentato in maniera esaustiva i motivi del richiamo a terra, sottolineando in tal senso che le funzioni sotto revisione da parte di Airbus non sono controllate dai sistemi forniti dall’azienda.
L’incidente del 30 ottobre
La decisione arriva dopo un incidente avvenuto il 30 ottobre su un volo JetBlue da Cancún a Newark, costretto a dirottare su Tampa dopo una brusca perdita di quota che ha provocato almeno 15 feriti. Secondo il bollettino visionato da Reuters, un’anomalia legata a intensa radiazione solare avrebbe corrotto dati critici del sistema di controllo, provocando l’avaria e la perdita di quota. Airbus ha riconosciuto il rischio e ha avvertito di possibili disagi per passeggeri e compagnie.
Il richiamo arriva in un momento delicato per il settore, già messo sotto pressione da carenze di capacità manutentiva e dagli stop prolungati per problemi ai motori. Secondo il ministro dei Trasporti britannico Heidi Alexander, «il numero di aeromobili nel Regno Unito che richiedono modifiche più complesse appare limitato». Un sospiro di sollievo relativo per i britannici, che possono vantare una flotta in gran parte uscita indenne da questa misura.
Il Giappone, invece, perde non meno di 65 voli a causa di questo richiamo, e danni gravi alla mobilità sono stati riscontrati anche nell’Europa continentale e in Asia. Stesso discorso anche per gli Stati Uniti, che vedono almeno 200 dei 480 velivoli della American Airlines, il maggiore operatore mondiale di A320, rimanere a terra almeno per qualche giorno in attesa degli aggiornamenti del softwar.









