Il Senato americano vota la riapertura del governo federale dopo 41 giorni di paralisi. Trump pronto a firmare, scontro sui sussidi sanitari
Il Senato americano ha approvato nella notte un disegno di legge per porre fine allo shutdown federale, il più lungo nella storia degli Stati Uniti. Il provvedimento è passato con 60 voti a favore e 40 contrari, e ora passa alla Camera dei Rappresentanti, dove lo speaker repubblicano Mike Johnson spera di poterlo mettere ai voti già mercoledì, per riaprire il governo nel più breve tempo possibile.
Il voto del Senato segna un passo verso la riapertura del governo, ma lascia irrisolte le divisioni su spesa pubblica e sanità. Con una maggioranza repubblicana risicata alla Camera, anche un piccolo numero di defezioni potrebbe riaccendere lo scontro politico.
Il testo approvato Combina tre leggi di finanziamento annuali per specifici settori governativi e una misura ponte per il resto dell’amministrazione, valida fino al 30 gennaio.«Potrei parlare per ore di tutti i problemi che si sono accumulati durante questo shutdown», ha dichiarato il leader della maggioranza al Senato John Thune (R–South Dakota). «Ma tutti noi, democratici e repubblicani, che abbiamo votato per il provvedimento, sappiamo bene che la fine è vicina»
Lo shutdown, arrivato al 41° giorno, ha lasciato centinaia di migliaia di dipendenti federali senza stipendio. Molti lavorano senza paga, altri sono in congedo forzato. Ritardi nei voli per carenza di controllori, parchi nazionali e musei di Washington chiusi, e pagamenti SNAP di novembre effettuati solo dopo un ordine del tribunale.
Trump pronto a firmare
Il presidente Donald Trump ha fatto sapere che firmerà la legge, che prevede anche la revoca di oltre 4.000 licenziamenti federali tentati dalla sua stessa amministrazione durante il blocco. Il testo include fondi per il programma alimentare SNAP (food stamps) fino a settembre, ma non rinnova i sussidi dell’Affordable Care Act (Obamacare), che scadranno a fine anno.
Lo scontro sui sussidi sanitari
Proprio l’assenza di una proroga ai sussidi sanitari ha diviso il Congresso. I democratici chiedevano di mantenere gli aiuti per milioni di americani, ma i repubblicani hanno rifiutato di discutere di sanità prima della riapertura del governo. Thune ha promesso che la misura sarà votata a dicembre, ma non è chiaro se potrà ottenere il sostegno necessario tra i repubblicani del Senato e, soprattutto, nella Camera guidata da Johnson.
Lo scontro interno ai democratici
Il leader della minoranza al Senato Chuck Schumer ha votato contro il compromesso, definendolo «una resa ai diktat di Donald Trump». «I repubblicani sapevano che questa crisi sanitaria sarebbe arrivata e hanno deciso di non fare nulla», ha dichiarato. Alcuni deputati democratici, tra cui Ro Khanna e Rashida Tlaib, hanno chiesto le sue dimissioni, mentre il capogruppo alla Camera Hakeem Jeffries ha difeso la sua leadership, elogiando «una battaglia coraggiosa a nome del popolo americano».

Inizio: 1° ottobre 2025 Causa: mancato accordo sul bilancio federale e sulla proroga dei sussidi sanitari dell’Affordable Care Act (Obamacare). Effetti immediati: chiusura di gran parte delle agenzie federali, parchi nazionali e musei; oltre 800.000 dipendenti pubblici senza stipendio; ritardi nei voli e nei pagamenti del programma alimentare SNAP. Durata: 41 giorni. Bilancio finale: Decine di miliardi di dollari di perdite economiche





















