SANA’A – Il primo ministro dei ribelli Houthi Ahmed al-Rahawi, sarebbe rimasto ucciso in un attacco aereo israeliano su Sanaa. Lo ha riferito il canale yemenita Al-Jumhuriya, precisando che il funzionario si trovava in un appartamento della capitale al momento del raid.
Una seconda operazione, condotta giovedì dall’aeronautica israeliana, avrebbe preso di mira la leadership politico-militare del movimento.
Fonti dei media israeliani, citando funzionari della sicurezza, hanno riferito che l’intelligence aveva individuato un incontro a sud-est di Sanaa tra dieci ministri Houthi – tra cui il responsabile della Difesa – e altri alti dirigenti, riuniti per ascoltare un discorso del leader Abdul Malik al-Houthi.
Il raid sarebbe stato effettuato nonostante la presenza di una fitta difesa aerea nella zona. Testimoni a Sanaa hanno dichiarato a Reuters che i bombardamenti hanno colpito un’area nei pressi del complesso presidenziale e un edificio nel sud della capitale.
Il gruppo Ansarullah, conosciuto come Houthi – dal nome del suo leader – ha dichiarato guerra a Israele in solidarietà con il popolo palestinese. Negli ultimi due anni, gli yemeniti hanno colpito e abbordato naviglio con legami allo Stato ebraico nel vicino Mar Rosso. L’organizzazione è finanziata e supportata dall’Iran.
Le autorità israeliane hanno confermato l’operazione ma non hanno specificato quali obiettivi siano stati colpiti. L’esito complessivo degli attacchi, in particolare sul gruppo di ministri Houthi, non è ancora chiaro.