15 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

15 Mag, 2026

Garlasco, Borrelli: "In ognuno c'è lo stupro". Garante Privacy: "Stop spettacolarizzazione"

Chiara Poggi

Caso Garlasco, il monito del Garante della privacy: stop alla spettacolarizzazione morbosa. Bufera sulle parole di Borrelli a Porta a Porta: “In ognuno di noi c’è lo stupro”


Sul caso Garlasco arriva dal garante della Privacy lo stop alla morbosa spettacolarizzazione. L’episodio – tra gli ultimi, in ordine di tempo – a cui l’Autorità fa riferimento è la pubblicazione attraverso una trasmissione televisiva di intercettazioni ambientali, audio e trascrizioni relative a una telefonata del settembre 2007, un mese dopo l’omicidio di Chiara Poggi, tra Alberto Stasi e il suo ex avvocato, Angelo Giarda.

Un episodio su cui sono intervenuti anche i penalisti italiani per stigmatizzare la violazione della riservatezza che deve essere garantita ai colloqui tra difensore e assistito. Violazione che pone una questione di straordinaria gravità sia sotto il profilo del rispetto delle garanzie costituzionali a tutela del rapporto difensivo, che dell’essenzialità dell’informazione.

L’Autorità: rispettare dignità della persona

“Il Garante privacy prende atto della rimozione del servizio televisivo relativo ai colloqui tra Alberto Stasi e il suo legale e rinnova il fermo richiamo ai media al rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali e delle Regole deontologiche dei giornalisti, oltreché delle garanzie costituzionali. La presenza, su una piattaforma televisiva online, dell’audio e della trascrizione di conversazioni intercorse tra Stasi e il suo avvocato difensore, vietate dal Codice di procedura penale, è stata stigmatizzata – si legge in una nota – nelle scorse ore anche dall’Unione delle Camere penali italiane. Con riferimento ai fatti di Garlasco, si assiste a una continua e morbosa spettacolarizzazione di una vicenda di cronaca, in contrasto con il principio di essenzialità dell’informazione e suscettibile di travalicare il necessario rispetto della persona e della sua dignità”.

“Si tratta di un limite che deve essere garantito non soltanto alla vittima e ai suoi familiari, ma anche agli indagati e a tutte le persone che, a vario titolo, risultino coinvolte o richiamate nella narrazione mediatica. L’Autorità – prosegue la nota  – continua a vigilare sulla vicenda, anche alla luce dei reclami ricevuti dagli interessati, e si riserva di intervenire ulteriormente rispetto alle istruttorie già aperte, anche nei confronti di eventuali utilizzatori di contenuti acquisiti o diffusi illecitamente. Il Garante ricorda, infatti, che anche la riproduzione, la condivisione o l’ulteriore diffusione di contenuti acquisiti in modo illecito può integrare una violazione della disciplina in materia di protezione dei dati personali”.

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Porta a Porta: “Rammaricati, scuse da Borrelli”

A stretto giro, dopo che su Garlasco il Garante privacy ha chiesto uno stop alla diffusione incontrollata di dati riservati, la polemica scoppiata all’indomani delle frasi pronunciate dalla giornalista Concita Borrelli nella trasmissione di Rai Uno, Porta a Porta: “Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi, dico una cosa terribile, forte, c’è lo stupro”. Nel blocco della trasmissione  relativo a Garlasco, la dichiarazione ha provocato subito una presa di distanza da parte della giallista Elisabetta Cametti, che era in collegamento.

“Diciamo una cosa dura, però secondo me molto realistica, non vera perché io non dico le cose vere, ma secondo me molto realistica – ha detto Borrelli -. Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi, dico una cosa terribile, forte, c’è lo stupro. C’è che qualcuno ti prende e tu prendi qualcuno, nella testa, nei sogni, nell’immaginazione, ce l’abbiamo tutti e qui non si tratta di essere santi, bigotti o assassini”.

La redazione del programma condotto da Bruno Vespa si dice “rammaricata per quanto accaduto”. “Nonostante il carattere paradossale delle espressioni pronunciate durante l’ultima puntata del programma dedicato al delitto di Garlasco – fa sapere la redazione -, al fine di evitare ulteriori equivoci ed interpretazioni fuori contesto, la giornalista Concita Borrelli si scuserà con il pubblico nella trasmissione in onda martedi 19 maggio”.

Usigrai: parole inaccettabili. Vespa: mi scuserò

“Parole inaccettabili, non degne del Servizio Pubblico, che oltre a essere profondamente irrispettose nei confronti delle vittime di violenze sessuali contribuiscono a una pericolosa banalizzazione dello stupro. A rendere il tutto ancora più grave il fatto che il conduttore Bruno Vespa non abbia preso le necessarie distanze dalle affermazioni di Concita Borrelli che è anche autrice della trasmissione”. Così, in una nota l’Esecutivo e il Cpo Usigrai.

“Come era previsto, naturalmente mi scuserò anche io”, la replica di Bruno Vespa.

Vigilanza Rai: dichiarazioni gravissime

“I componenti democratici della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai giudicano scandalose e gravissime le dichiarazioni pronunciate nel corso della trasmissione ‘Porta a Porta’”. Lo dichiarano i componenti democratici della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai. “Parole inaccettabili, che banalizzano il tema della violenza sessuale e risultano offensive nei confronti delle donne e di tutte le vittime di abusi e violenze – proseguono -. È ancora più grave che simili affermazioni trovino spazio nel servizio pubblico radiotelevisivo, che ha il dovere di promuovere rispetto, responsabilità e attenzione su temi tanto delicati. Nel pieno rispetto della libertà di espressione, ribadiamo che non può esserci alcuna ambiguità quando si parla di violenza e stupro”.

Consulenti Poggi: “Chiara gettata. Non ‘spinta’ da scale”

Una sola immagine dell’area della scala che porta alla cantina della villetta di Garlasco, e per giunta scattata il giorno dopo l’omicidio dopo un via vai di soccorritori e investigatori, non è sufficiente per sostenere che il corpo di Chiara Poggi sia stato spinto fino al quarto gradino, punto in cui il suo assassino avrebbe sferrato i 4 o 5 colpi mortali.

A contestare la ricostruzione della Procura di Pavia e dei suoi tecnici, sono i consulenti dei genitori e del fratello della vittima, al lavoro sulle carte depositate in seguito alla chiusura dell’indagine che indica Andrea Sempio come il responsabile e scagiona l’allora fidanzato della ragazza, Alberto Stasi. Dario Redaelli, esperto di analisi della scena del crimine, non condivide in molti punti la dinamica del delitto uscita dalla Bpa, la Bloodstain Pattern Analysis, del Ris di Cagliari, effettuata su materiale fotografico essendo trascorsi quasi 19 anni dai fatti. E sul punto i dati portano a confermare l’ipotesi già formulata in passato, che sia stata gettata da quelle scale, anche per via della mancanza di impronte di scarpe sugli scalini.

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