9 Aprile 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

9 Apr, 2026

Meloni: «Né dimissioni né rimpasto, il no ci riaccende». Schlein: «Il Paese vi ha bocciato»

La premier Giorgia Meloni alla Camera

Scontro alla Camera dopo l’informativa della premier: Meloni rivendica la linea del governo, Schlein attacca sul voto e accusa l’esecutivo


Il governo rivendica la sua linea e promette di andare avanti fino alla fine della legislatura, ma alla Camera va in scena uno scontro politico durissimo: dopo l’informativa della premier Giorgia Meloni, le opposizioni leggono nelle sue parole l’apertura di una lunga campagna elettorale e parlano di crisi politica ormai evidente.

Il quadro che emerge è quello di uno scontro politico sempre più radicale. Da una parte una premier che rivendica la continuità e rilancia la propria azione, dall’altra opposizioni che vedono nella sua linea il segno di una campagna elettorale già iniziata. In mezzo, un Paese alle prese con tensioni internazionali, incertezze economiche e una legislatura che entra nella sua fase più delicata.

Meloni: avanti senza rimpasti

“Né dimissioni né rimpasto”. Giorgia Meloni sceglie la linea della continuità e respinge ogni ipotesi di cambio di passo. Rivendica la solidità della maggioranza, difende le scelte fatte anche quando “non semplici né indolori” e rilancia: il governo “c’è” ed è determinato a lavorare “fino all’ultimo giorno del mandato”. Un messaggio che punta a chiudere le voci di indebolimento dopo il referendum e le tensioni politiche delle ultime settimane.

Il referendum come ‘scossa’

La premier prova a ribaltare il significato della sconfitta referendaria. “Un sì ti conferma, un no ti riaccende”, dice in Aula, sostenendo che il risultato rappresenta uno stimolo a riflettere e rilanciare l’azione di governo. Non un punto di arrivo ma l’inizio di una nuova fase. Una lettura che le opposizioni respingono con forza, accusandola di non aver colto il segnale politico arrivato dalle urne.

Iran, Hormuz e i rischi economici

Sul piano internazionale, Meloni rivendica la posizione italiana sulla guerra in Iran, sottolineando che Roma non ha partecipato alle operazioni. Ma avverte: il nodo dello Stretto di Hormuz resta centrale e il rischio di extradazi o restrizioni potrebbe avere “conseguenze economiche imponderabili”. In caso di escalation, la premier apre anche alla possibilità di una risposta europea simile a quella adottata durante la pandemia, compresa una sospensione temporanea del Patto di stabilità.

LEGGI Tregua Iran-Usa: Hormuz fermo. Netanyahu: «Continueremo a colpire»

Sicurezza e piano casa

Nel suo intervento, Meloni rilancia anche l’agenda interna. Annuncia l’introduzione di 10mila ausiliari per rafforzare la presenza delle forze dell’ordine sul territorio e conferma un piano casa da oltre 100mila alloggi tra edilizia popolare e prezzi calmierati nei prossimi dieci anni. Due pilastri che il governo considera centrali, ma che non bastano a smorzare le critiche dell’opposizione.

Boschi e Magi: “È già campagna elettorale”

Le opposizioni attaccano compatte. Maria Elena Boschi accusa Meloni di aver “chiuso la campagna referendaria per aprire quella elettorale”, mettendo in discussione la narrazione della premier come “figlia del popolo”. Ancora più duro Riccardo Magi, che parla di “crisi irreversibile” e di un esecutivo che ha esaurito la propria spinta politica. Secondo +Europa, un anno di campagna elettorale sarebbe un lusso che il Paese non può permettersi.

Schlein e Conte: “Il Paese vi ha già bocciato”

Elly Schlein attacca frontalmente: “Avete già perso quella sfida, il popolo vi ha battuto alle urne”. La segretaria Pd accusa la premier di vivere in una “realtà mitologica” e la incalza su salari e politica estera. Giuseppe Conte insiste sul fallimento dell’azione di governo: “Quattro anni, zero riforme”, ironizza, annunciando che il Movimento è pronto a una “sfida progressista” per mandare a casa l’esecutivo.

Bonelli e Richetti: energia, esteri e nodo politico

Angelo Bonelli punta il dito sulla politica energetica e sull’allineamento a Donald Trump, sostenendo che il governo abbia “sfasciato l’Italia” e dichiarando Avs pronta a governare. Matteo Richetti, invece, critica il tono dell’intervento della premier: “Ha aperto una campagna elettorale”, dice, accusando sia Meloni sia Schlein di tenere bloccato il sistema politico in un confronto sterile.

Antimafia e accuse incrociate: tensione in Aula

Meloni rilancia anche sul tema delle infiltrazioni mafiose nei partiti, chiedendo alla Commissione Antimafia di occuparsene “a 360 gradi”, compreso il suo stesso partito. Respinge le accuse di vicinanza alla criminalità e denuncia una “opposizione disperata” che costruisce “teoremi surreali”. Le parole accendono ulteriormente il clima in Aula, tra mormorii e proteste.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

Primo piano

Nessun risultato

La pagina richiesta non è stata trovata. Affina la tua ricerca, o utilizza la barra di navigazione qui sopra per trovare il post.

EDICOLA