Perquisizioni della Guardia di Finanza al ministero della Difesa, a Rfi, a Terna e al Polo Strategico Nazionale. Nel mirino corruzione, riciclaggio e appalti informatici. Coinvolti ufficiali e manager pubblici
Blitz e una serie di perquisizioni della Guardia di Finanza al ministero della Difesa, a Rfi, a Terna e al Polo Strategico Nazionale. L’inchiesta della Procura di Roma, che si inserisce nel filone già aperto su Sogei, ipotizza reati che vanno dalla corruzione al riciclaggio e autoriciclaggio, fino alla turbativa d’asta e al traffico di influenze illecite.
Il blitz e gli appalti sotto accusa
Le perquisizioni sono scattate nelle prime ore della giornata e riguardano presunte irregolarità nella gestione di appalti informatici. L’indagine è coordinata dal sostituto procuratore Lorenzo Del Giudice e punta a ricostruire un sistema di assegnazioni sospette e rapporti opachi tra pubblico e privato.
Ventisei indagati tra ufficiali e manager
Complessivamente sono 26 le persone indagate. Tra i soggetti coinvolti figurano generali della Difesa, dirigenti di aziende pubbliche e imprenditori. Le attività investigative mirano a chiarire eventuali scambi illeciti e flussi di denaro legati agli appalti.
Nuovo filone e legami con il caso Sogei
La nuova tranche dell’inchiesta conta 15 ulteriori indagati e si collega al procedimento principale che nel 2024 portò all’arresto dell’ex direttore generale di Sogei, Paolino Iorio. Il manager era stato fermato mentre incassava una tangente da 15 mila euro e, nel corso delle perquisizioni, gli erano stati trovati oltre 100 mila euro in casa. Successivamente ha patteggiato una pena a tre anni di carcere.
Il nome già coinvolto nell’indagine
Nel nuovo filone compare anche l’ufficiale di Marina Antonio Angelo Masala, già coinvolto nelle precedenti fasi dell’indagine. Gli inquirenti stanno verificando il suo ruolo nelle presunte irregolarità sugli appalti informatici.


















