14 Marzo 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

14 Mar, 2026

Corteo contro referendum e guerra. Bruciate le foto di Trump, Meloni e Nordio

Alla premier e al ministro anche la solidarietà dell’Anm: “Abbassare i toni”. Le Camere Penali: “Clima avvelenato, voi i responsabili”


Momenti di tensione, cori e slogan contro il presidente degli Stati Uniti e il premier israeliano, data alle fiamme una bandiera israeliana, bruciati con i fumogeni due cartelloni con la presidente del consiglio Giorgia Meloni, in uno insieme al ministro Nordio, nel corso del Corteo a Roma, a piazza dell’Esquilino. La prima immagine raffigurava la premier mentre teneva a guinzaglio e con la museruola il ministro della Giustizia. Sopra la scritta: “No al vostro referendum”. Mentre la seconda fotografia rappresentava la stretta di mano tra Meloni e Netanyahu con su scritto: “No al vostro genocidio, 75mila civili uccisi, 2 milioni di sfollati”.

Il corteo nella Capitale

Scene e immagini della manifestazione per il No sociale, il No al referendum della giustizia, alla guerra e al governo che ha sfilato per le vie dalla Capitale e si è concluso in piazza San Giovanni, dove sono stati posti sacchetti bianchi coperti di petali di rose con zainetti rosa in ricordo delle 175 bambine della scuola elementare Shajareh. Alla premier e al ministro hanno espresso solidarietà i presidenti del Senato e della Camera, Lorenzo Fontane e Ignazio La Russa, che hanno condannato gesti d’odio, e tanti esponenti della maggioranza.

La solidarietà di Anm alla premier e al ministro

Solidarietà nei confronti di Meloni e Nordio anche da parte dell’Anm (Associazione nazionale magistrati. “Il nostro invito ad abbassare i toni nel corso di questa campagna referendaria è sempre valso e sempre varrà per chiunque e a prescindere dai propri orientamenti personali e collettivi”, recita la nota.

Le Camere Penali contro l’Associazione nazionale magistrati

Contro l’Anm ha puntato il dito il Comitato “Camere Penali per il Si” alla riforma costituzionale. Quanto accaduto durante il corteo, ha scritto il Comitato, “è un episodio grave che conferma come questa campagna referendaria abbia ormai oltrepassato i limiti del confronto democratico e civile”. In questa “degenerazione dei toni – hanno aggiunto le Camere penali – pesa gravemente la responsabilità dell’Associazione nazionale magistrati, che ha scelto di condurre una campagna fondata sulla disinformazione e sulla diffusione di paure del tutto infondate, al solo scopo di difendere uno status quo non più tollerabile”.

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