10 Marzo 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

8 Mar, 2026

8 marzo, cortei a Milano e Napoli. Tensione a Roma tra attiviste e iraniani

Cortei, 8 marzo

Migliaia di persone nelle manifestazioni per la giornata dei diritti delle donne. Attimi di tensione nella capitale tra attiviste e un gruppo di iraniani che chiedeva la guerra contro il regime: «Avete sbagliato manifestazione. Noi siamo per la pace, no alla guerra»



Migliaia di persone in tutta Italia per l’8 marzo, giornata internazionale dei diritti delle donne. Manifestazioni, striscioni e slogan hanno attraversato le principali città con iniziative organizzate dal movimento Non una di meno. Attimi di tensione si sono registrati a Roma prima della partenza del corteo.

Tensioni a Roma

Momenti di tensione durante la manifestazione nella capitale quando, prima della partenza del corteo, un gruppo di donne e uomini iraniani ha mostrato un cartello con la scritta: «Sì alla guerra per il salvataggio del popolo iraniano».

Mentre alcuni di loro rilasciavano interviste alla stampa, alcune attiviste femministe li hanno interrotti contestando la presenza del messaggio nel corteo: «Avete sbagliato manifestazione. Noi siamo per la pace, no alla guerra».

È nata una discussione. Le manifestanti iraniane hanno replicato: «Non potete decidere voi cosa è meglio per il nostro Paese». Dopo alcuni minuti la situazione è tornata alla normalità e il corteo è partito regolarmente.

Il corteo di Non una di meno nella capitale

Le manifestanti si sono mosse da piazza Ugo La Malfa, nella zona del Circo Massimo, dirette verso piazza Vittorio. In testa un grande striscione con la scritta «Disarmiamo il patriarcato».

Tra i cartelli anche «Consenso sì, Bongiorno no» e «Abbiamo il governo più antifemminista degli ultimi 80 anni». Il corteo ha attraversato il centro storico costeggiando il Colosseo, mentre in piazza sventolavano anche diverse bandiere della Palestina.

Milano, in diecimila al corteo contro guerra e ddl Bongiorno

Tra gli 8 marzo cortei Milano Napoli Roma, quello del capoluogo lombardo ha visto la partecipazione di almeno diecimila persone. La manifestazione è partita da piazza Duca d’Aosta ed è arrivata fino a piazza Fontana.

Ad aprire la marcia uno striscione con la scritta «Disarmiamo guerra e patriarcato». Nel corteo sono comparsi cartelli contro la guerra e contro il ddl Bongiorno.

Un grande poster con la frase «Senza consenso è stupro, senza dissenso è fascismo» è stato affisso al grattacielo Pirelli, sede del Consiglio regionale della Lombardia.

Sulle vetrine di un locale vuoto sono stati incollati manifesti con il simbolo di Microsoft accompagnato dalla scritta «molestatore», uno con il logo di Tesla capovolto e altri riferiti agli Epstein secret. Tra i poster anche un’immagine di Donald Trump capovolta con la scritta «Make Fascist Afraid Again».

Napoli, corteo a Bagnoli contro grandi opere e America’s Cup

Manifestazioni anche nel capoluogo campano. A Napoli il corteo ha sfilato lungo viale Campi Flegrei con cartelli raffiguranti sagome femminili e frasi come «Il mio silenzio non è assenso» e «Le nostre terre e i nostri corpi non sono campi di conquista».

Decine di donne e uomini si sono riuniti a Bagnoli per rivendicare spazi «che ogni giorno ci vengono sottratti». Il corteo ha attraversato il quartiere mentre nella piazza era in corso il mercato della Coldiretti e un presidio di polizia monitorava la situazione vicino a un banchetto per il sì al referendum con la bandiera di Fratelli d’Italia.

Le manifestanti hanno spiegato che l’obiettivo della mobilitazione è «costruire una giornata di denuncia della violenza in tutte le sue forme». Bagnoli è stata indicata come simbolo «di tante periferie depredate».

Nel mirino anche l’organizzazione dell’America’s Cup e il modello delle grandi opere. «È una lotta contro un sistema che avvelena le nostre terre e i nostri corpi», hanno affermato.

Durante la manifestazione è stato scandito lo slogan «La spiaggia sì, la Coppa no». Tra le richieste anche la riapertura del consultorio e più servizi pubblici nel quartiere.

Boldrini: “Un 8 marzo di lotta”

Alla manifestazione di Roma era presente anche la deputata del Partito democratico Laura Boldrini. «Oggi è un 8 marzo di lotta perché abbiamo un governo guidato da una donna che non si preoccupa minimamente di portare avanti i diritti delle donne», ha dichiarato.

Boldrini ha accusato l’esecutivo di aver votato contro diverse proposte dell’opposizione sui diritti delle donne, dal salario minimo alla legge sul consenso fino ai congedi di genitorialità uguali per uomini e donne.

«Siamo qui con molta indignazione e molta rabbia», ha aggiunto la deputata, sostenendo che l’idea di società del governo sarebbe quella di «Dio, patria e famiglia», con le donne «dieci passi indietro».

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