6 Marzo 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

6 Mar, 2026

Rocco Siffredi denuncia le attrici che lo accusano di violenze

Rocco Siffredi

Maxi querela del pornodivo contro sedici attrici e due autori televisivi dopo le accuse di abusi raccontate nella trasmissione ‘Le Iene’. La Procura di Milano apre un fascicolo per diffamazione


Rocco Siffredi, attore e regista di film hard, ha presentato una maxi querela contro quasi una ventina di attrici. Tutte in passato hanno lavorato con lui e che nei mesi scorsi lo hanno accusato di presunti abusi e violenze.

Le accuse sono state raccontate in diverse puntate della trasmissione televisiva Le Iene. Alcune attrici hanno descritto comportamenti violenti e pressioni psicologiche durante le riprese dei film.

Rocco Siffredi denuncia attrici dopo le accuse in tv

La denuncia presentata da Rocco Antonio Tano, vero nome di Siffredi, conta oltre duecento pagine ed è stata depositata a tranche a partire dallo scorso agosto. Nel documento l’attore sostiene di essere stato vittima di una campagna diffamatoria. La querela riguarda sedici attrici e due autori del programma televisivo che hanno partecipato alla realizzazione dei servizi. Secondo quanto emerge, la Procura di Milano ha aperto un fascicolo per l’ipotesi di reato di diffamazione, coordinato dalla pm Marina Petruzzella.

I documenti presentati dalla difesa

Nel fascicolo la difesa di Rocco Siffredi ha depositato una vasta documentazione. Tra gli allegati figurano liberatorie firmate dalle attrici all’epoca delle riprese, documenti cartacei, video e i girati integrali dei film. Gli avvocati parlano di racconti costruiti per danneggiare l’immagine dell’attore.

Sempre secondo la difesa, diversi professionisti presenti sui set, tra cui cameraman, tecnici e costumisti, sarebbero pronti a testimoniare per ricostruire quanto avveniva durante le riprese.

La posizione del programma ‘Le Iene’

La redazione de Le Iene ha replicato alle accuse spiegando di aver agito nel pieno rispetto del diritto di cronaca. In una nota il programma televisivo afferma di essere certo di aver operato «con correttezza, professionalità e trasparenza».

Secondo la trasmissione, la vicenda ha un evidente interesse pubblico, soprattutto in un contesto in cui molte donne ancora oggi faticano a denunciare eventuali violenze subite. L’indagine della Procura milanese dovrà ora analizzare tutte le versioni dei fatti, verificando sia le accuse delle attrici che le contestazioni contenute nella maxi querela presentata da Siffredi.

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