Casa del Jazz, il prefetto: “Ora sarà rimossa la frana sotterranea”. L’attesa dei familiari di Emanuela Orlandi e del giudice Paolo Adinolfi, scomparsi negli anni Ottanta
“Dobbiamo aprire l’ostruzione ma spetterà ai tecnici valutare i tempi per mettere in sicurezza. Già la settimana prossima inizieremo ad operare quindi potrebbe essere un qualcosa di estremamente rapido o richiedere un po’ più di tempo, ma non credo saranno tempi lunghi”.
L’ha dichiarato a margine dell’inaugurazione dell’Agorà della Gentilezza a San Basilio, il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, a proposito della parte franata sotto la Casa del jazz, dove si sospetta possano trovarsi i resti di Emanuela Orlandi, scomparsa a giugno del 1983, del giudice Paolo Adinolfi, scomparso nel 1994. Va rimossa per potere accedere alla parte della galleria sotterranea finora inesplorata.
Giannini: “Non devono rimanere dubbi”
Sulla questione se queste operazioni rappresentino un momento storico, Giannini ha affermato: “Credo debba diventare la normalità e non un momento storico. La normalità di prendere e confiscare beni alla criminalità e che questi beni e organizzazioni non abbiano segreti. Chiaramente c’è attesa e 35 anni di polizia non si dimenticano, essendomi occupato di queste problematiche e vicende, ma per me è importantissimo togliere l’alone di mistero. Evidentemente appena si troverà qualcosa la polizia giudiziaria bloccherà tutto e poi se ne occuperà la magistratura. Però è importante che non rimangano dubbi”.
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Gli scavi alla Casa del Jazz proseguono, tranne nei giorni di maltempo, da novembre 2025. Nei giorni scorsi avevano portato all’abbattimento di un muro di recente costruzione che sbarrava la galleria sottostante l’ex VillaOsio, già proprietà dell’ex cassiere della Banda della Magliana, Enrico Nicoletti. Dopo l’abbattimento del muro, gli investigatori si sono trovati davanti una parte della galleria franata, che ora andrà messa in sicurezza.
I familiari di Orlandi e Adinolfi: speriamo nella verità
”L’impegno del Prefetto mi sembra determinante – ha dichiarato il figlio del giudice Adinolfi, Lorenzo – speriamo che l’indagine porti alla scoperta della verità. Non ci sentiamo rassicurati perché la storia di papà è piena di incongruenze e questo è solo uno dei tanti tasselli percorsi in questi anni. C’è l’impegno ed è la miglior garanzia per tutti noi”.
“Sono riusciti a entrare in questa cantina e l’hanno visionata. Ora vogliono ovviamente proseguire. Ci sono dei punti pericolanti ed è necessario metterli in sicurezza. C’è questa volontà di non lasciare l’ennesimo dubbio, vogliono andare a fondo”, ha detto a sua volta il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi.



















