Tram deragliato a Milano, incarico per le autopsie. Sempre più probabile l’errore umano
Proseguono gli accertamenti sullo schianto del tram a Milano il 27 febbraio scorso.
La procura di Milano ha convocato per il 5 marzo il difensore del conducente del tram deragliato il 27 febbraio in viale Vittorio Veneto, il 60enne Pietro M., che ora è indagato per disastro ferroviario e omicidio e lesioni colposi, e i legali di alcune delle vittime per il conferimento dell’incarico ai rispettivi consulenti in vista dell’autopsia sui corpi delle due persone che hanno perso la vita nello schianto.
L’atto è un passaggio necessario per l’accertamento medico legale che si terrà nei prossimi giorni. Per il tranviere ci sarà l’avvocato Benedetto Tusa e per Flores Calderon, la compagna gravemente ferita di Ferdinando Favia, l’uomo morto sul colpo, sarà presente l’avvocato Stefano Benvenuto. Il quale, a differenza del primo, nominerà un esperto affinché segua l’esame autoptico. Le indagini sono coordinate dal procuratore Marcello Viola e dalla pm che era di turno il giorno dell’incidente, Elisa Calanducci, la quale è stata affiancata dalla collega Corinna Carrara.
Sempre più probabile l’errore umano
Sul fronte delle indagini, intanto, prende sempre di più quota l’ipotesi dell’errore umano, legato a un malore o ad una fatale distrazione del conducente.
Dai primi rilievi, infatti, lo scambio e la relativa lanterna, ovvero il segnale luminoso specifico che indica la direzione impostata delle rotaie, sono risultati perfettamente funzionanti. Inoltre il sistema di frenata di sicurezza installato sul tram, uno di quelli di ultima generazione e difficilmente con anomalie tecniche, non è mai entrato in funzione prima che il conducente perdesse il controllo del mezzo che procedeva quasi a 50 chilometri all’ora, la velocità massima, e che è poi scarrocciato e si è andato a schiantare.
Per fare piena luce sulle cause dell’incidente del Tramlink della linea 9, che oltre a due morte ha provocato una cinquantina di feriti, saranno fondamentali le analisi, non solo delle conversazioni del tranviere con la centrale operativa dell’Atm, ma anche del suo cellulare ora sotto sequestro.
La versione del conducente: infortunio, poi il malore
Secondo il suo racconto, il conducente del mezzo Atm aveva appena iniziato il turno quando, nei pressi della zona della stazione Centrale, sarebbe sceso dalla cabina del tram per assistere una persona in carrozzina durante la salita. In quel momento una delle ruote gli avrebbe schiacciato l’alluce sinistro. Da lì un dolore via via più intenso che, sempre secondo la sua versione, sarebbe aumentato fino a provocargli la perdita di coscienza e la conseguente perdita di controllo del mezzo, culminata nell’impatto del tram contro la facciata di un edificio.
Incidente sulla Termini-Centocelle: tram fuori dai binari, nessun ferito
Paura a Roma il 4 marzo sulla linea Roma-Centocelle. All’altezza di Ponte Casilino, in un tratto a circolazione a senso unico alternato, due tram che viaggiavano in direzioni opposte, sono venuti in contatto sulla fiancata laterale. Nessuna persona è rimasta ferita. Secondo una nota dell’Atac “durante il regolare esercizio della ferrotranvia Roma-Centocelle, nel tratto che precede il binario unico compreso tra Ponte Casilino e poco prima di Piazzale Labicano, normalmente percorso con circolazione a senso unico alternato, due convogli circolanti in direzioni opposte sono venuti in contatto sulla fiancata laterale. Le cause dell’evento sono in corso di accertamento. Istituita una commissione tecnica per le verifiche e gli approfondimenti necessari”.



















