25 Febbraio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

25 Feb, 2026

Morte del piccolo Domenico, ispettori del Ministero all’ospedale di Bolzano

Il frigo/box utilizzato nel trasporto del cuore arrivato al Monaldi

Relazione della Provincia autonoma di Bolzano accusa l’équipe del Monaldi di criticità operative durante l’espianto. La replica: “La distinzione tra ghiaccio sterile e non sterile non era rilevante”. Prosegue l’inchiesta tra rimpalli di responsabilità


Gli ispettori inviati dal Ministero della Salute sono arrivati, lontano dalle telecamere, all’ospedale di Bolzano per acquisire tutta la documentazione relativa al trapianto del cuore a Domenico Caliendo, che sarebbe arrivato danneggiato al Monaldi di Napoli. Un passaggio delicato che segue le verifiche già effettuate la scorsa settimana proprio nell’ospedale partenopeo.

I controlli del Ministero e del Nas

Dopo gli accertamenti al Monaldi, ora l’attenzione si concentra su Bolzano. Parallelamente all’ispezione ministeriale, il Nas di Trento si è recato nella struttura altoatesina per una serie di verifiche nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli sulla morte di Domenico. I militari hanno acquisito l’elenco completo del personale coinvolto, a tutti i livelli professionali, nella procedura di espianto e nel trasporto del cuore.

L’obiettivo è ricostruire ogni passaggio, dalla fase chirurgica fino alla consegna dell’organo destinato al piccolo paziente.

Attesa per l’incidente probatorio e l’autopsia

C’è ora attesa per la decisione del gip sulla richiesta di incidente probatorio. Si tratta di un momento fondamentale nell’inchiesta sulla morte di Domenico, perché l’autopsia potrà chiarire le cause del decesso e stabilire eventuali responsabilità. Solo dopo questo passaggio sarà possibile restituire la salma alla famiglia per consentire la celebrazione dei funerali.

Domani, inoltre, la Procura di Napoli conferirà l’incarico ai tecnici per l’analisi dei cellulari sequestrati ai sette indagati, un ulteriore tassello per comprendere eventuali comunicazioni e scelte operative legate al trasporto dell’organo.

Il frigo utilizzato per il trasporto del cuore

Una fotografia ha confermato quanto già emerso nei giorni scorsi: per il trasporto sarebbe stato utilizzato un contenitore di plastica rigida, simile ai frigoriferi portatili da spiaggia. Il box, di colore blu con manico arancione e la scritta “S. OP. C. CHPED” a pennarello, sarebbe stato impiegato dall’équipe del Monaldi recatasi a Bolzano per l’espianto del cuore.

Secondo quanto ricostruito, il contenitore avrebbe viaggiato da Napoli a Bolzano e ritorno, trasportando un organo che sarebbe però giunto danneggiato a causa delle temperature troppo basse.

Il nodo del ghiaccio secco

Il punto centrale della vicenda non sarebbe solo la tipologia del contenitore utilizzato. A fare la differenza, secondo una prima analisi, sarebbe stata la scelta del refrigerante: il ghiaccio secco, capace di raggiungere temperature fino a meno 80 gradi, invece del ghiaccio tradizionale.

Un cuore destinato al trapianto deve essere mantenuto in ipotermia controllata, tra 0 e 4 gradi. L’uso improprio del ghiaccio secco potrebbe aver determinato un raffreddamento eccessivo dell’organo, compromettendone la funzionalità prima dell’intervento al Monaldi.

La morte di Domenico resta ora al centro di un’indagine che dovrà chiarire responsabilità, protocolli seguiti e eventuali errori nella catena di espianto e trasporto. Un’inchiesta tecnica e giudiziaria che punta a fare piena luce su una tragedia che ha scosso profondamente l’opinione pubblica.

Le accuse di Bolzano al team del Monaldi

Nel corso dell’intervento di espianto del cuore destinato al piccolo Domenico, il 23 dicembre a Bolzano, sarebbero emerse “significative criticità operative” a carico dell’équipe di prelievo di Napoli. È quanto si legge nella relazione inviata dal Dipartimento di Prevenzione Sanitaria e Salute della Provincia autonoma di Bolzano al Ministero della Salute. I rilievi riguardano la procedura chirurgica seguita, la dotazione tecnica ritenuta incompleta, la quantità di ghiaccio considerata insufficiente e alcune incertezze nella gestione dell’eparina. Nel documento si contesta anche un drenaggio giudicato non adeguato durante la fase di perfusione e la mancata tempestività nel feedback di follow up da parte del centro napoletano.

La replica: “Ghiaccio sterile o no non era rilevante”

Il Monaldi ha risposto riportando l’interlocuzione avvenuta in sala operatoria. Secondo quanto riferito, sarebbe stato richiesto al personale locale di integrare il ghiaccio e, alla domanda se fosse necessario ghiaccio sterile o non sterile, l’équipe partenopea avrebbe ritenuto la distinzione non rilevante ai fini della conservazione dell’organo. Intanto resta aperto il nodo della comunicazione secondo cui il cuore, una volta arrivato a Napoli, sarebbe stato “trapiantato e successivamente espiantato per una disfunzione primaria”, circostanza poi smentita con la precisazione che Domenico è morto con il cuore arrivato da Bolzano ancora nel petto. Tra scambi di accuse e verifiche in corso, l’inchiesta procede sull’asse Bolzano-Napoli, mentre si attende la decisione del gip sull’incidente probatorio.

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