20 Febbraio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

20 Feb, 2026

Bachelet, Mattarella: «Fu il diritto a sconfiggere il terrorismo»

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Sapienza

Nel centenario della nascita di Vittorio Bachelet, Mattarella ricorda il giurista ucciso dalle Brigate Rosse. Sottolineando come la risposta al terrorismo sia stata affidata all’ordinamento democratico. Senza ricorrere a misure straordinarie


Nel centenario della nascita di Vittorio Bachelet, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ne ricorda la figura indicando nel rispetto delle regole democratiche la risposta più forte agli anni della violenza politica. «Fu l’ordinamento democratico a sconfiggere la minaccia recata dal terrorismo alla convivenza civile del Paese, senza cedimenti a misure straordinarie», scrive il Capo dello Stato, rendendo omaggio al giurista assassinato il 12 febbraio 1980.

Il ricordo del Presidente

Mattarella sottolinea come Bachelet, da vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, abbia operato affinché la reazione dello Stato al terrorismo restasse ancorata ai principi costituzionali. Nessuna scorciatoia, nessuna sospensione delle garanzie: la difesa della democrazia doveva avvenire dentro la democrazia stessa.

La Repubblica, afferma il Presidente, rende omaggio “alla sua memoria e al lascito del suo impegno civico e del suo apporto culturale”. Ricordando un giurista capace di unire rigore accademico e responsabilità istituzionale.

Il metodo del dialogo

Mattarella richiama anche il metodo che ha caratterizzato l’azione pubblica di Bachelet: confronto, conciliazione, pluralismo. In anni segnati da conflitti e tensioni, interpretò i ruoli ricoperti nelle istituzioni e nell’associazionismo con coerenza rispetto agli ideali democratici che avevano guidato la sua vita.

Nel dialogo vedeva una risorsa per l’arricchimento collettivo e uno strumento essenziale per il bene comune. Un’impostazione che segnò anche il suo impegno nell’Azione Cattolica, di cui fu presidente. Valorizzando il contributo dei laici nella Chiesa secondo lo spirito del Concilio Vaticano II.

L’assassinio alla Sapienza

Vittorio Bachelet fu ucciso dalle Brigate Rosse la mattina del 12 febbraio 1980 all’Università La Sapienza di Roma, dopo una lezione nella facoltà di Scienze Politiche. Venne colpito sulle scalinate dell’ateneo mentre parlava con la sua assistente.

Sul posto arrivò poco dopo il presidente della Repubblica di allora, Sandro Pertini, accolto dall’applauso commosso degli studenti. L’immagine di quell’abbraccio simbolico tra istituzioni e comunità universitaria è rimasta tra le più forti della stagione degli anni di piombo.

Il convegno per i cento anni

Oggi Mattarella partecipa nell’Aula Magna della Sapienza a un convegno dedicato alla figura di Bachelet, occasione per riflettere sull’impegno civile ed ecclesiale del giurista a cento anni dalla nascita.

“La Repubblica è grata a Vittorio Bachelet per la sua opera e il suo esempio”, conclude il Capo dello Stato, richiamando la forza delle istituzioni democratiche nel resistere alla violenza senza rinunciare ai propri valori fondamentali.

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