Giorno del Ricordo, cerimonia alla Camera con Mattarella e Meloni in memoria delle vittime delle foibe. La premier: «L’Italia non permetterà mai più che questa storia sia negata»
Nell’Aula della Camera dei deputati si è svolta la celebrazione del Giorno del Ricordo, in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Alla cerimonia ha partecipato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto da un lungo applauso al suo ingresso. Presenti anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i presidenti dei due rami del Parlamento e le più alte cariche dello Stato.
L’intervento di Fontana
Nel suo discorso in Aula, il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha definito la tragedia delle foibe «un monito contro l’odio tra i popoli e le nefaste conseguenze dei conflitti armati», sottolineando come il confronto con il passato aiuti ad affrontare con maggiore consapevolezza le sfide del presente e del futuro.
Il programma
La cerimonia si è aperta con gli indirizzi di saluto di Fontana e del presidente del Senato Ignazio La Russa. Sono seguiti interventi e testimonianze, tra cui quelle dello storico Gianni Oliva e dell’olimpionico Abdon Pamich. Prevista anche la proiezione di un estratto del documentario Il Marciatore e la lettura di un brano dedicato a Francesco Bonifacio.
Nel corso della giornata le bandiere di Montecitorio sono state poste a mezz’asta e il Tricolore è stato proiettato sulla facciata del palazzo. Istituito con la legge n. 92 del 30 marzo 2004, il Giorno del Ricordo si celebra il 10 febbraio per conservare la memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale nel secondo dopoguerra.
Meloni: “Mai più negazionismi”
In un messaggio pubblicato sui social, Meloni ha ribadito che «l’Italia non permetterà mai più che questa storia venga piegata, negata o cancellata», definendo il Giorno del Ricordo un dovere di verità e giustizia verso le vittime e le future generazioni. «Una giornata che chiama l’Italia a fare memoria di una pagina dolorosa della nostra storia, vittima per decenni di un’imperdonabile congiura del silenzio, dell’oblio e dell’indifferenza. Ricordiamo i martiri delle foibe e la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata. Centinaia di migliaia di italiani che hanno scelto di abbandonare tutto pur di non rinunciare alla propria identità. La Nazione non deve aver paura di guardare in faccia quella verità, ricacciando nell’ignavia ogni squallido tentativo negazionista o riduzionista. Il ricordo non è rancore, ma giustizia. È il fondamento di una memoria condivisa che unisce e rende più forte la comunità nazionale, tracciando la strada a chi verrà dopo di noi».
Le altre reazioni
Messaggi di commemorazione sono arrivati anche dal vicepremier Antonio Tajani, dal leader della Lega Matteo Salvini e dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che hanno sottolineato il valore del ricordo come atto di giustizia e fondamento di una cultura della pace.


















