7 Febbraio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

7 Feb, 2026

Ferrovie sabotate, s’indaga sugli anarchici. Proteste a Milano

La Procura di Bologna apre un fascicolo sulle ferrovie sabotate e batte la pista degli anarchici. La Lega tuona: “Qualcuno vuole male all’Italia”. A Milano cortei e proteste contro le “inutili Olimpiadi” e la presenza del vicepresidente americano Vance con l’Ice


Sabotaggi contro i giochi olimpici. Come era già successo per Parigi 2024, l’internazionale anarchica entra in azione contro i binari ferroviari per sfruttare l’eco della passerella mondiale che offrono le competizioni di Milano-Cortina 2026. Tantissimi disagi per chi era ieri in viaggio ma per fortuna nessuna vittima.

L’ordine pubblico

La “coperta” dell’ordine pubblico e della prevenzione è sempre corta e non basta mai. Se la tiri per coprire qualcosa, ti resta scoperto qualcos’altro. Se cortei e manifestazioni in questi giorni e anche ieri pomeriggio a Milano si sono svolti in una ordinaria “normalità”, a parte qualche petardo e qualche scompiglio, il complesso e affollato sistema di sicurezza ha invece avuto il suo punto debole proprio nel trasporto ferroviario, il campo di battaglia preferito, da sempre, della galassia anarchica.

L’internazionale anarchica in azione

Come è evidente, i decreti con zone rosse, Daspo rafforzati e fermi preventivi possono essere un pezzo della risposta ma non la risposta. L’internazionale anarchica non va mai in sonno e la relazioni annuali dell’intelligence consegnate al Parlamento ogni anno dedicano un lungo capitolo a questa minaccia. Ogni anno, da sempre. In questo caso non servono decreti ma investigatori preparati, formati e possibilmente anche meglio pagati.

Le ferrovie sabotate

I fatti. Sono stati tre i danneggiamenti nelle prime ore di ieri mattina. Le linee interessate sono quella ordinaria Bologna-Padova, dove è stato trovato e rimosso un ordigno rudimentale su uno scambio; l’Alta velocità sulla stessa tratta, dove sono stati troncati cavi elettrici in un pozzetto; la Bologna-Ancona, a Pesaro, dove ha preso fuoco una cabina elettrica. Azioni che sono sembrate subito coordinate, con la stessa firma e quindi matrice che gli investigatori hanno attribuito all’internazionale anarchica. Qualche ora prima, nel pomeriggio di venerdì, ci sono stati episodi analoghi in Germania.

Le ipotesi degli investigatori

I sabotaggi tra Bologna e Rimini – “coordinati e pianificati”, hanno subito detto gli investigatori – hanno messo fuori gioco il nodo ferroviario di Bologna dalla mattina fino alle 15 di ieri. Ore e ore di ritardi e treni cancellati. Ferrovie dello stato parlano di  “gravi danni all’infrastruttura ferroviaria riconducibili ad azioni di sabotaggio”. Rivendica però “il tempestivo allarme” dato dal personale di sorveglianza sulla linea. Una reazione che ha evitato danni più gravi e ha consentito di ripristinare la circolazione intorno alle 13.

L’inchiesta al via

La procura di Bologna ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, per danneggiamento aggravato. Il procuratore capo Paolo Guido sta valutando l’ipotesi di procedere per terrorismo. Diciamo che investigatori e intelligence si aspettavano queste emergenze in occasione dei Giochi: le informative della vigilia, negli ultimi due mesi, hanno offerto analisi concordanti su ciò che si sta muovendo in una certa opinione pubblica, giovane ma anche meno giovane, in relazione al quadro geopolitico internazionale. Leader come Trump e Netanyahu non aiutano a gestire il fisiologico dissenso che sta trovando strade più estreme e pericolose. Quello che sembra sopra le righe, per non dire pericoloso, è l’allarmismo e l’evocazione del rischio terrorismo che stanno facendo le forze di maggioranza ma anche ministri come Nordio.

La Lega all’attacco

La prima a suonare la gran cassa è stata la Lega e il ministro Matteo Salvini. “Episodi inquietanti che evocano atti di terrorismo” ha detto il titolare del Mit. Il fedelissimo Toccalini ha ricordato  che si tratta di “episodi che ricordano molto il terrorismo degli anni ’70”. La cosa più grave è che l’allarme sia stato subito declinato e usato in chiave politica. Contro la sinistra e contro la magistratura. “Hanno ridicolizzato il ministro Nordio e quanti hanno parlato di terrorismo sui fatti di Torino ed evocato le Br, ma non si può e non si deve minimizzare” ha aggiunto Toccalini.

Fratelli d’Italia incalza

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami ci ha messo sopra la ciliegina: “Sono propri questi eventi che spiegano il ricorso a norme più dure. Fratelli d’Italia si augura che rapidamente sia fatta luce sulla dinamica di quanto accaduto e che i responsabili siano condannati in maniera ferma ed esemplare. Toghe rosse permettendo…”.

La polemica di giornata

L’allarme – giusto e necessario su odiosi atti di sabotaggio che possono senza dubbio evocare il terrorismo (ma con gli anarchici è così da sempre e senza soluzioni di continuità negli anni come confermano le cronache) – è andato così pericolosamente ad intrecciarsi con la polemica politica di giornata sulla decisione del governo di confermare la data del referendum sulla giustizia nonostante la decisione dell’ufficio centrale della Cassazione che aveva chiesto di correggere il quesito così come richiesto dalle 500mila firme raccolte. Un nuova occasione per attaccare a testa bassa la magistratura e chi sostiene le ragioni del No.

I cortei

La Questura di Milano invece ha saputo gestire senza grandi tensioni i cortei previsti ieri in città contro gli agenti americani dell’Ice e contro le “Inutili Olimpiadi”. Più di cinquemila persone hanno sfilato lungo il percorso previsto con relativa tranquillità. Verso le 19 un pezzo del corteo si è staccato per andare ad occupare la tangenziale. Un percorso non autorizzato che le forze dell’ordine hanno evitato lanciando lacrimogeni ed usando gli idranti. Fratelli d’Italia (De Corato) ha chiesto la liberazione del Palasharp che è stato occupato per farci il quartier generale dei manifestanti per tutto il periodo delle Olimpiadi.

Il clima teso

Il clima però è teso in tutto il Paese. Cortei e manifestazioni ormai “occupano” le cronache di ogni fine settimana. Ieri migliaia hanno sfilato anche a Milano e a Roma. Le misure repressive non sembrano essere la migliore premessa ricondurre al dialogo e al confronto queste tensioni. Assomigliano, invece, ad una dichiarazione di guerra.

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