5 Febbraio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

5 Feb, 2026

Bozza sicurezza, pm può decidere rilascio dopo fermo preventivo

Cdm

Sicurezza al Cdm: stop a piazze e manifestazioni per i condannati per lesioni agli agenti. In esame anche tutele per le forze dell’ordine e modifiche chieste dal Colle. Cosa prevede la bozza


È in corso il Consiglio dei ministri con all’ordine del giorno, tra gli altri punti, l’esame di un decreto legge e di un disegno di legge in materia di sicurezza. Al termine della riunione è prevista una conferenza stampa.

Via libera al decreto sul Ponte

Nel corso della seduta, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge sul Ponte sullo Stretto di Messina, che introduce disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni, con l’obiettivo di superare i rilievi della Corte dei Conti.

Trasparenza retributiva

All’ordine del giorno anche il decreto legislativo per il recepimento della direttiva europea sulla trasparenza retributiva, che riguarda la parità salariale tra uomini e donne.

Divieto di partecipazione alle manifestazioni

La bozza del decreto sicurezza prevede che il divieto di partecipazione a riunioni e assembramenti pubblici venga disposto dal giudice con la sentenza di condanna per una serie di delitti: terrorismo ed eversione, devastazione e saccheggio, lesioni ai danni di agenti delle forze dell’ordine, sanitari o arbitri. Per la violazione del divieto sono previste pene da quattro mesi a un anno di reclusione.

I poteri del questore

Secondo la scheda di sintesi, il questore può imporre al condannato l’obbligo di presentarsi personalmente negli uffici di polizia, una o più volte, negli orari indicati, proprio nelle giornate in cui si svolgono le manifestazioni vietate.

Fermo preventivo e ruolo del pm

Inizialmente sostenuto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, è cambiato. Ora la bozza prevede un fermo preventivo fino a 12 ore per persone ritenute pericolose per lo svolgimento dei cortei o con precedenti specifici. Dell’accompagnamento e dell’orario viene data immediata comunicazione al pubblico ministero, che può disporre il rilascio qualora non ritenga sussistenti le condizioni previste. Anche del rilascio viene data tempestiva notizia al pm.

Annotazione preliminare e cause di giustificazione

Per rafforzare le tutele di cittadini e forze di polizia, il pubblico ministero, nei casi in cui emerga una causa di giustificazione (come legittima difesa, adempimento di un dovere, uso legittimo delle armi o stato di necessità), procede a un’annotazione preliminare in un registro separato, assicurando comunque le garanzie difensive previste dall’ordinamento.

Vendita di armi improprie ai minori

Il decreto introduce il divieto di vendita ai minori, anche online, di armi improprie e strumenti da punta e taglio. Sono previste sanzioni amministrative da 500 a 3mila euro, aumentabili fino a 12mila euro in caso di reiterazione, con possibile revoca della licenza. È previsto l’obbligo per gli esercenti di tenere un registro elettronico delle vendite. Le misure entreranno in vigore 60 giorni dopo il decreto.

Immigrazione e divieti di ingresso

Non potrà entrare in Italia chi abbia commesso reati legati all’alterazione di armi, alla fabbricazione di esplosivi non riconosciuti o al porto illegale di armi e strumenti da punta e taglio. Le norme modificano il Testo unico sull’immigrazione, inserendo queste fattispecie tra quelle ostative all’ingresso nel Paese.

Porto di coltelli e sanzioni

È previsto il divieto assoluto di porto di coltelli con lama flessibile, acuminata o a scatto oltre i cinque centimetri, punito con la reclusione da uno a tre anni. Per le lame superiori a otto centimetri, senza giustificato motivo, la pena va da sei mesi a tre anni. Il prefetto può disporre sanzioni accessorie, come la sospensione della patente o della licenza di porto d’armi. Se il reato è commesso da un minorenne, è prevista una sanzione amministrativa a carico dei genitori.

Fondo per la sicurezza nelle stazioni

La bozza prevede l’istituzione di un fondo da 50 milioni di euro per il 2026, presso il Ministero dell’interno, per il cofinanziamento di accordi con il Ministero delle Infrastrutture e il Gruppo Ferrovie dello Stato, finalizzati a rafforzare la sicurezza nelle stazioni e nelle aree adiacenti, anche attraverso sistemi di videosorveglianza.

Obblighi per i migranti nei centri

Gli stranieri detenuti o internati nei centri per migranti dovranno cooperare all’accertamento dell’identità, producendo elementi relativi a età, cittadinanza e Paesi di transito. Il mancato rispetto dell’obbligo potrà incidere sulla valutazione della pericolosità ai fini dell’espulsione.

LEGGI Piantedosi in Aula: «A Torino livello scontri con dinamiche terroristiche»

La precisazione di La Russa

Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha respinto le accuse di “stato di polizia” attribuite al decreto sicurezza, chiarendo che il provvedimento in itinere, per quanto anticipato, è pensato nel pieno rispetto delle norme costituzionali e che eventuali abusi verrebbero valutati ex post.

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