Il Vicariato chiarisce sul presunto affresco con il volto di Giorgia Meloni: «L’originale non era così». Dubbi, polemiche e precisazioni ufficiali
“L’originale di sicuro non era così”. È la risposta del responsabile della comunicazione del Vicariato di Roma, Giulio Albanese a chi gli chiede che fine farà l’affresco dell’angelo con il volto che ha le fattezze della premier Giorgia Meloni nella chiesa di San Lorenzo in Lucina, in pieno centro a Roma. Precisando: “Ancora non è stata presa una decisione”. La stessa sarà presa “al livello più alto” con una concordanza tra l’ente proprietario della chiesa, il Fondo edifici di culto, la Soprintendenza italiana e lo stesso Vicariato.
«Va rispettato il formato iniziale»
“Qualunque decisione deve essere presa secondo questo schema – ha spiegato Albanese – La proprietà è del Fec, la Sovrintendenza sovrintende e il Vicariato ha la responsabilità del culto e di far sì che ci sia il rispetto secondo quelle che sono le regole concordatarie”.
È evidente che una decisione sarà condivisa come d’altronde sono state condivise le regole di ingaggio, gli è stato detto, benissimo fate il restauro, però deve essere esattamente rispettato il formato iniziale” che però “era molto diverso”.

«L’originale non era così»
“Di sicuro quello originale non era così – ribadisce – adesso però vorrei anche parlare d’altro”. Un’impressione confermata dai molti visitatori e curiosi che, dopo la scoperta alcuni giorni fa del restauro che avrebbe cambiato i connotati di un affresco sostituendolo con quello della premier Meloni, si sono recati nella chiesa romana.
Nei giorni scorsi, la smentita del restauratore, Bruno Valentinetti, che si era affrettato a smentire la volontarietà del gesto: “Ho solo restaurato il dipinto che c’era prima, è un angelo, ognuno ci vede quello che vuole” e l’intervento ironico della stessa Meloni, che sui social ha postato: “No, decisamente non assomiglio a un angelo”.


















