31 Marzo 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

29 Gen, 2026

Niscemi peggio del Vajont. Le opposizioni: «Musumeci si dimetta»

Niscemi

La frana di Niscemi ha superato quella del Vajont. Il sindaco respinge le accuse sul mancato intervento dopo quella del 1997: «Abbiamo segnalato tutto alle istituzioni e abbiamo i documenti. Ora la priorità è assistere gli sfollati». Musumeci annuncia lo stop alle rate dei mutui


La frana a Niscemi è al momento stabile. Il fronte non si è mosso, nonostante la pioggia e le condizioni atmosferiche. «Al momento però – ha detto il sindaco Massimiliano Conti – dai dati a disposizione possiamo dire che non c’è un peggioramento ma non possiamo ritenere che la frana si sia fermata».

A dare la dimensione del disastro è stato il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, parlando di un movimento franoso stimato in circa 350 milioni di metri cubi, superiore a quello del Vajont del 1963.

A dare la dimensione del disastro è stato il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, parlando di un movimento franoso stimato in circa 350 milioni di metri cubi, superiore a quello del Vajont del 1963.

«Non sappiamo quanto la linea della frana possa ancora estendersi. I tecnici hanno suggerito altri 150 metri. Se consideriamo altri 400 metri in larghezza, sono centinaia le case coinvolte nella zona rossa. Sono case che molto probabilmente non potranno essere più abitate», ha detto il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, annunciando che proporrà un’indagine amministrativa per capire se, dopo il 1997, ci siano state sottovalutazioni o ritardi.

Il ministro ha dato la disponibilità a riferire in Aula alla Camera il 4 febbraio alle 11. Le opposizioni hanno chiesto, però, che a riferire sia la premier Giorgia Meloni. «Musumeci aveva sul suo tavolo il documento che invitava a intervenire – ha detto Angelo Bonelli – l’unica cosa che può fare è dimettersi ha dimostrato la sua totale inadeguatezza». Alla richiesta di informativa di Meloni si sono associati i gruppi di M5s, Pd e Iv. 

Stop a rate per mutui

Per Niscemi sospensione del pagamento delle rate dei mutui e di altre obbligazioni. Musumeci ha spiegato che, insieme alla ministra del Lavoro Marina Calderone, il governo sta valutando quali ammortizzatori attivare per sostenere le aziende oggi inattive. Che continuano però ad avere costi legati ai contributi dei lavoratori. Alcune misure sono già pronte, altre richiederanno un provvedimento di legge che sarà affrontato in Consiglio dei ministri.

Negli elenchi della Protezione civile ci sono 1309 sfollati

Gli sfollati registrati negli elenchi tenuti dalla Protezione civile sono 1.309. “Il numero rimane costante”, fanno sapere dal Comune. Quasi tutti hanno scelto di alloggiare da familiari o amici. Sono pochi quelli che si sono recati nelle strutture adibite dal Comune, presso il palazzetto dello sport e in altre, meno di un centinaio.

Un’indagine su quanto fatto dopo la frana del ’97

Il ministro ha annunciato che proporrà al Consiglio dei ministri un’indagine amministrativa per capire perché, dopo la frana del 1997, a Niscemi non si sia intervenuti in modo adeguato.

«È importante ricostruire quello che è successo negli ultimi trent’anni e capire se ci siano state sottovalutazioni».

Il sindaco Massimiliano Conti respinge le accuse rivolte al Comune per non essere intervenuto dopo la frana del 1997. «Abbiamo i documenti, non c’è stata alcuna inadempienza», dice il primo cittadino, spiegando che l’amministrazione ha sempre segnalato il problema alle istituzioni.

«Ho scritto ogni anno alle istituzioni»

Conti racconta di avere una documentazione completa negli uffici comunali. «Ho una cartella sul mio computer con tutto – spiega – e ogni anniversario della frana del 1997 ho scritto al presidente della Repubblica, al presidente della Regione, al presidente del Consiglio e ai capi dipartimento». Il sindaco ricorda anche che solo nel dicembre 2025 sono arrivati i fondi previsti per le fasi successive di quell’emergenza:

«Quei soldi li abbiamo utilizzati, non siamo rimasti fermi».

La priorità: assistere gli sfollati

Nessuna voglia di polemizzare, assicura Conti. «In questa fase pensiamo solo all’immediatezza: all’assistenza dei cittadini, alle famiglie che hanno dovuto lasciare casa. Poi ci confronteremo su tutto». Gli sfollati registrati dalla Protezione civile sono oltre 1.300 e il fronte della frana resta attivo, anche se senza nuovi crolli nelle ultime ore.

Il sostegno dell’Unione europea

Dal fronte europeo arriva la conferma del massimo impegno. Il vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto ha scritto su X che Bruxelles è pronta a garantire un sostegno concreto alle regioni colpite dall’uragano Harry. Fitto ha spiegato che l’Italia potrà presentare richiesta per accedere al Fondo di solidarietà europeo, dopo un confronto con Musumeci e i presidenti di Sicilia, Calabria e Sardegna.

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