La procura di Roma valuta l’invio di investigatori in Svizzera per affiancare le autorità locali nell’inchiesta sulla strage di Crans-Montana. Incontri istituzionali a Roma
La procura di Roma è pronta a inviare un team di investigatori in Svizzera per collaborare con i magistrati elvetici sull’inchiesta per il rogo di Capodanno a Crans-Montana che ha causato 40 morti, sei dei quali italiani. La richiesta è contenuta nella rogatoria trasmessa nei giorni scorsi ai magistrati del Canton Vallese.
Intanto l’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, è a Roma per una serie di incontri istituzionali. In mattinata è stato ricevuto a Palazzo Chigi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e successivamente alla Farnesina dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Meloni e Tajani si erano già consultati nei giorni scorsi sull’evoluzione del caso. Cornado era stato richiamato in Italia dal governo per definire cosa fare dopo la decisione del Tribunale delle misure coercitive di Sion di scarcerare Jacques Moretti, uno degli indagati per la tragedia.
Investigatori italiani pronti a partire
Sul fronte giudiziario, la Procura di Roma ha chiesto di poter inviare in Svizzera investigatori della Squadra Mobile per collaborare direttamente con gli inquirenti locali. Entro febbraio, inoltre, i pm romani potrebbero recarsi a Crans-Montana per un incontro con i magistrati elvetici.
Cosa chiede la rogatoria
Nella rogatoria vengono richiesti tutti gli atti dell’inchiesta svolta finora, comprese le autorizzazioni rilasciate negli anni al locale Constellation, i controlli effettuati dalle autorità competenti e la documentazione sul rispetto delle norme di sicurezza e antincendio.
Il fascicolo aperto a Roma, in cui si ipotizzano i reati di omicidio colposo e disastro colposo, è al momento contro ignoti. L’arrivo degli atti dalla Svizzera potrebbe però portare a breve all’iscrizione dei primi indagati, tra i quali lo stesso Moretti e la moglie Jessica.



















