Il marito di Federica Torzullo uccisa ad Anguillara Sabazia non risponde ai pm. Contestati omicidio aggravato e occultamento di cadavere
Per “ostacolarne il riconoscimento” Claudio Carlomagno avrebbe tentato di dare fuoco e fare a pezzi il corpo della moglie Federica Torzullo, trovata morta in un canneto alle spalle dell’azienda di famiglia ad Anguillara Sabazia. È quanto emerge dal decreto di fermo emesso dalla procura di Civitavecchia, che gli contesta il reato di omicidio volontario aggravato dalla relazione affettiva e occultamento di cadavere.
Tracce di sangue e tentativi di depistaggio
Nel decreto si fa riferimento a numerose tracce ematiche latenti rinvenute nell’abitazione coniugale, nell’auto dell’indagato, nel deposito e nei mezzi della Carlomagno srl. Segni di sangue sarebbero stati trovati anche sugli abiti da lavoro trovati dentro a un’asciugatrice.
Gli inquirenti ritengono inoltre che Carlomagno abbia utilizzato il cellulare della moglie dopo l’omicidio, nel tentativo di confondere le indagini e ritardare l’individuazione delle responsabilità. Dal decreto emerge che fosse pronto a fuggire.
Silenzio davanti ai magistrati
Claudio Carlomagno si è avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al procuratore Alberto Liguori e al pm titolare dell’inchiesta, nel carcere di Civitavecchia. Gli inquirenti parlano di un delitto di particolare ferocia.
Gli investigatori stanno ricostruendo le ultime ore di vita di Federica Torzullo, la dinamica dell’omicidio e l’arma utilizzata, che non è stata ancora ritrovata. Risposte decisive sono attese dall’autopsia, in programma per martedì 20 pomeriggio. La procura affiderà inoltre nuovi incarichi tecnici sulle tracce ematiche.
Questa mattina i carabinieri sono tornati nella villetta di Anguillara Sabazia per accertamenti irripetibili sulla scatola nera dell’auto del marito e sui telefoni cellulari. Le operazioni, momentaneamente sospese, riprenderanno nei prossimi giorni.
Il ricordo della comunità
Al liceo Vian di Bracciano, frequentato in passato da Federica Torzullo, studenti e docenti hanno osservato un minuto di rumore in sua memoria.


















