Condotte «disinvolte» al centro dell’inchiesta sul Garante della Privacy: spese contestate, card Ita Airways e la mancata sanzione a Meta sotto la lente dei pm
Condotte «disinvolte», ripetute «in molteplici occasioni» e tali da sconfinare da semplici illeciti amministrativi a vere e proprie ipotesi di reato. È il quadro che emerge dalle carte dell’indagine che coinvolge l’intero vertice del Garante per la protezione dei dati personali, finite al vaglio della magistratura. Sono indagati il presidente Pasquale Stanzione e l’intero Collegio, con accuse pesanti: corruzione e peculato.
Le accuse dei pm
Nel decreto di perquisizione, lungo sedici pagine, i pubblici ministeri ricostruiscono una serie di episodi ritenuti offensivi del decoro dell’Autorità e potenzialmente rilevanti sul piano penale.
Al centro dell’inchiesta ci sono l’utilizzo delle risorse economiche a disposizione del Collegio e presunti meccanismi opachi nella gestione delle sanzioni inflitte — o mancate — a grandi aziende.
Le tessere Ita Airways
Uno dei capitoli riguarda Ita Airways. Secondo i pm, nel marzo 2023 alcuni componenti del Collegio avrebbero ricevuto tessere Volare per un valore stimato di circa 6mila euro ciascuna. La compagnia ha contestato la ricostruzione, sostenendo che le card fossero inizialmente di livello “smart” e che l’eventuale upgrade a “Executive” sia avvenuto secondo procedure interne. Procedure che, secondo gli inquirenti, «non appaiono chiare».
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Il caso Meta e la sanzione ridotta
Altro punto centrale è la gestione della sanzione nei confronti di Meta per la commercializzazione di smart glasses. I dispositivi erano ritenuti critici sotto il profilo della tutela della privacy. La multa, inizialmente ipotizzata in 44 milioni di euro, sarebbe stata progressivamente ridotta a 12,5 milioni. Infine a un milione soltanto, con un ritardo procedurale tale da portare all’annullamento in autotutela.
Rimborsi e costi contestati
I magistrati contestano anche l’uso improprio dei fondi dell’Autorità attraverso rimborsi per spese estranee al mandato: acquisti di generi alimentari, spese personali, parrucchiere, viaggi e soggiorni in hotel di lusso. Nel 2024 i costi di rappresentanza e gestione avrebbero raggiunto i 400 mila euro.
Missioni e auto di servizio
Tra gli episodi citati figurano missioni all’estero. Come quella al G7 di Tokyo del 2023, il cui costo sarebbe stato ben superiore a quello ufficialmente comunicato, e l’utilizzo dell’auto di servizio per finalità non istituzionali.
Il ruolo di Guido Scorza
Per i pm “è necessario comprendere in che termini su tale vicenda abbia avuto impatto la sponsorizzazione fatta da Guido Scorza (indagato e componente del collegio ndr) degli occhiali. Su questi aveva infatti parlato positivamente in un video divulgato sui social network e, altresì, se e in che modo questi, avendo ormai preso espressa posizione in ordine all’argomento, si sia effettivamente astenuto dalle adunanze riguardanti il procedimento a carico della società”.



















