L’ex ministra dell’Istruzione nel governo Gentiloni e già vicepresidente del Senato, aveva 76 anni
È morta Valeria Fedeli, sindacalista ed ex ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Aveva 76 anni. La sua carriera politica e istituzionale è stata legata in modo profondo al mondo della scuola, del lavoro e dei diritti.
Prima dell’ingresso nell’esecutivo guidato da Paolo Gentiloni, Fedeli aveva ricoperto ruoli di primo piano nel sindacato e nelle istituzioni. Dal 2013 al 2016 è stata vicepresidente del Senato con funzioni vicarie, diventando una delle figure centrali della XVII legislatura. Nel dicembre 2016 è stata nominata ministra dell’Istruzione nel governo Gentiloni.
Con la sua scomparsa viene meno una figura che ha attraversato decenni di vita politica e sindacale italiana. Lasciando un segno nel dibattito su scuola, lavoro e diritti. Il suo impegno continuerà a essere ricordato da chi ha condiviso con lei battaglie politiche e civili.
L’impegno politico e civile
Nel corso della sua vita pubblica Valeria Fedeli si è distinta per l’impegno su istruzione, lavoro, parità di genere e diritti civili. Proveniente dalla Cgil, ha guidato importanti strutture sindacali ed è stata tra le promotrici del movimento femminista “Se non ora, quando?”.
Nato durante il caso Rubygate, il neo movimento voleva denunciare il “modello degradante ostentato da una delle massime cariche dello Stato, lesivo della dignità delle donne e delle istituzioni”.
I messaggi di cordoglio
Numerosi i messaggi di cordoglio dal mondo politico e istituzionale. La premier Giorgia Meloni ha ricordato «la passione e la convinzione con cui ha vissuto il suo impegno politico, nel mondo della scuola e del sindacalismo». Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha espresso «le condoglianze dell’intero Senato della Repubblica». Parole di stima anche dalla segretaria del Pd Elly Schlein, «una perdita enorme per tutta la comunità democratica», e da esponenti di tutti gli schieramenti politici.
Una figura della storia
Fedeli è stata protagonista di un passaggio simbolico della storia istituzionale italiana. Nel 2015, durante la supplenza di Pietro Grasso, ha presieduto il Senato insieme alla presidente della Camera Laura Boldrini. La prima volta nella storia repubblicana con due donne alla guida del Parlamento in seduta comune.


















