12 Gennaio 2026

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12 Gen, 2026

Faccetta nera al Winter Park: perché non sono solo canzonette

Faccetta nera al Winter Park di Genova ma anche a Sanremo e Campobasso episodi che riaccendono il dibattito sul valore simbolico delle canzoni del fascismo


“Faccetta nera” all’autoscontro. La canzonetta del periodo fascista, torna a far discutere dopo essere stata diffusa come colonna sonora al Winter Park di Genova. Non è la prima volta. È successo anche al Luna Park di Sanremo e sulla pista di pattinaggio di Campobasso. Ora la marcetta è risuonata anche nel capoluogo ligure, provocando indignazione tra qualche presente. Non sarà per caso finita in una compilation automatica data ai parchi divertimento? Che parte così, senza che nessuno abbia controllato prima la playllist.

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A far esplodere il caso stavolta è un video girato da un cittadino, che riprende la pista con l’audio ben riconoscibile e documenta il confronto con il giostraio. “Bravo, eh… complimenti”, dice l’uomo mentre filma. Alla giustificazione “è solo una canzone”, replica: “Questa non è una canzone, è apologia del fascismo, è reato”. Il filmato, una volta diffuso online, ha innescato una raffica di polemiche.

Cos’è “Faccetta nera”

“Faccetta nera” è una canzone composta nel 1935, nel pieno della propaganda del regime fascista a sostegno della guerra coloniale in Etiopia. Scritta da Renato Micheli e musicata da Mario Ruccione, nacque per accompagnare e giustificare l’invasione dell’Africa orientale italiana, presentata dalla propaganda come una missione “civilizzatrice” e come liberazione della popolazione abissina dalla schiavitù.

In realtà il brano celebrava la colonizzazione e mascherava, sotto forma di canzonetta, la violenza dell’occupazione. Condotta anche con l’uso di armi chimiche e in violazione delle convenzioni internazionali. Divenuta popolarissima tra civili e truppe, la canzone fu in parte censurata dallo stesso regime, che ne modificò alcuni versi e ne migliorò strofe ritenute incompatibili con l’ideologia razziale fascista. Nonostante questo, “Faccetta nera” resta uno dei simboli musicali più noti del ventennio e della propaganda coloni. Non solo una canzonetta insomma, Certo, dalla melodia orecchiabile.

La sindaca salis

La prima reazione istituzionale arriva dalla sindaca Silvia Salis, che parla di “gesto di una gravità assoluta”. Diffondere “Faccetta nera” dalle casse di un’attrazione del Winter Park di Ponte Parodi, è ancora più grave. Perché si tratta di un luogo frequentato da bambini, giovani e famiglie e che beneficia di contributi pubblici del Comune.

“A Genova non c’è e non ci sarà mai spazio per nostalgie fasciste”, scrive Salis sui social. Il video, aggiunge, è oggetto di approfondimenti e saranno valutate “tutte le azioni possibili da parte dell’amministrazione pubblica, comprese eventuali sanzioni”. L’auspicio della sindaca è una “condanna chiara” anche da parte delle altre autorità competenti. Salis definisce l’episodio “un atto di profonda stupidità e irresponsabilità”, anche se non fosse stato dettato da motivazioni politiche.

La condanna del Winter park

Poco dopo arriva la nota di Mattia Gutris, portavoce dello staff organizzativo del Winter Park, che condanna l’accaduto. “Da più di cento anni il nostro obiettivo è unire le persone e le generazioni nel segno del divertimento e della socializzazione. Tutto ciò che divide e che ha a che fare con idee nefaste non fa parte dei nostri valori”, afferma.

Gutris precisa che il Winter Park è il risultato del lavoro di oltre cento famiglie e più di 300 lavoratori e che “l’errore esecrabile di un singolo, verso cui prenderemo ferrei provvedimenti, non può e non deve ricadere su un’intera categoria e su tutta la manifestazione”. Attenti.

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