10 Gennaio 2026

Direttore: Alessandro Barbano

9 Gen, 2026

Meloni: «Toghe mettono a rischio sicurezza». Livello? «Mi basta il mio»

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa

Meloni attacca le toghe. Fuoco di fila di domande per la presidente del Consiglio alla conferenza di inizio anno: dai rapporti col Colle («Solidi, anche non sempre sono d’accordo con Mattarella»), ai casi Trentini e Crans Montana, Ucraina. Tre ore di dichiarazioni


Dalle crisi internazionali all’economia, dalle tensioni nella maggioranza alle riforme: fuoco di fila di domande per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che per quasi tre ore ha risposto ai giornalisti nella consueta conferenza stampa di fine anno, ormai diventata “di inizio anno”, come ha sottolineato lei stessa. Crescita e sicurezza i focus indicati per il 2026. La premier è stata sollecitata anche sui rapporti con il Colle e su un possibile futuro al Quirinale.

Il futuro politico e il Quirinale

«Mi basta e mi appassiona quello che sto facendo. Se lo farò ancora dipenderà dal voto degli italiani», ha detto Meloni, spiegando di non ambire a «salire di livello». «Mi faccio bastare il livello mio», ha aggiunto, ironizzando sull’ipotesi di lavorare con Fiorello. «I rapporti con il Quirinale e con il presidente della Repubblica sono ottimi», ha spiegato.

«Non siamo sempre d’accordo, ma quando si tratta di difendere l’interesse nazionale il presidente c’è. Cerchiamo sempre soluzioni e le abbiamo sempre trovate».

Sicurezza e magistratura

«Se vogliamo garantire sicurezza occorre lavorare tutti nella stessa direzione: governo, forze di polizia e magistratura», ha detto la premier, citando casi di cronaca recenti. «Spesso le toghe rendono vano il lavoro delle forze dell’ordine e del Parlamento». In un altro passaggio ha ribadito che vengono fatte «scelte che mettono a rischio la sicurezza» e che «bisogna chiederne conto».

Giustizia, minori e referendum

«Abbiamo lavorato molto sulla sicurezza, ma i risultati non sono sufficienti», ha spiegato Meloni. «Questo è l’anno in cui si cambia passo». Sulla violenza minorile: «I provvedimenti non bastano, il fenomeno delle gang giovanili continua. Stiamo lavorando a un nuovo intervento». Quanto al referendum sulla giustizia, «la data più probabile è il 22 e 23 marzo». Sulla riforma elettorale, Meloni ha parlato di interlocuzioni parlamentari, auspicando un confronto senza chiusure pregiudiziali.

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Usa, Groenlandia e Artico

«Non credo a un’azione militare americana in Groenlandia, e comunque non la condividerei», ha detto la premier, aggiungendo che non converrebbe a nessuno. Entro fine mese il ministero degli Esteri presenterà una strategia italiana sull’Artico. Con Trump «su molte cose non sono d’accordo e glielo dico». «In geopolitica quando si prendono posizioni bisogna esserne conseguenti», ha aggiunto, ribadendo il riferimento all’Ue e all’alleanza atlantica.

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Ucraina e rapporti con la Russia

Sull’Ucraina, Meloni ha escluso l’invio di soldati italiani, indicando nell’articolo 5 della Nato la principale garanzia di sicurezza.
«Non condivido il riferimento al veto putiniano di Salvini», ha detto, spiegando che il vicepremier ha fatto una riflessione sui rapporti con Mosca. «Credo che sia il momento in cui anche l’Ue parli con la Russia», ha aggiunto. «La maggioranza è solida, non siamo una caserma».

Medio Oriente

La crisi mediorientale «non è sparita dai radar». I carabinieri sono pronti a formare le forze di sicurezza palestinesi e l’Italia sarà «la prima nazione Ue a contribuire alla sicurezza nella Striscia».

I casi Trentini e Crans-Montana

Sul caso Trentini, Meloni ha ribadito che il governo lavora «quotidianamente da oltre 400 giorni» mobilitando tutti i canali. «Non smetteremo fino a quando la madre potrà riabbracciare suo figlio».

Ha salutato con favore la liberazione di altri italiani detenuti in Venezuela, parlando di un segnale di pacificazione.
Sulla strage di Crans-Montana ha assicurato che lo Stato seguirà le indagini con le procure svizzera e italiana e che le famiglie «non saranno lasciate sole».

Economia, tasse e banche

«Le stime di crescita sono state riviste al rialzo», ha detto Meloni. Le priorità: occupazione, prezzi dell’energia e investimenti.
«Per la maggioranza degli italiani le tasse non aumentano», ha spiegato, rivendicando le risorse destinate alla riduzione fiscale. Annunciato l’arrivo del piano casa, con l’obiettivo di 100 mila nuove abitazioni a prezzi calmierati in dieci anni.
Sull’ex Ilva: «Il governo non avallerà proposte predatorie». Sul risiko bancario e Mps: «Non c’è nulla di illegittimo» e «non c’è fretta di di cedere quote».

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