La famiglia di Alberto Trentini chiede il rispetto del silenzio: «Giornate di speranza e angoscia». Appello da Roma
«La nostra famiglia sta vivendo giornate di angoscia e di speranza. Chiediamo a tutti di rispettare la consegna del silenzio indicata da Palazzo Chigi ed evitare qualunque strumentalizzazione, perché ogni parola sbagliata può compromettere la liberazione di Alberto».
La famiglia di Alberto Trentini, attraverso l’avvocata Alessandra Ballerini ha diffuso l’appello e aggiunto: «Ringraziamo tutti per la comprensione e la solidarietà».
Chi è Alberto Trentini
Alberto Trentini, nato a Venezia il 10 agosto 1979, è un operatore umanitario con una lunga esperienza nella cooperazione internazionale. Laureato in Storia moderna e contemporanea all’Università Ca’ Foscari di Venezia, da oltre dieci anni lavora in progetti di sviluppo e assistenza umanitaria.
Dal 17 ottobre 2024 si trovava in Venezuela per l’organizzazione non governativa Humanity & Inclusion, impegnata nel sostegno alle persone con disabilità.
L’arresto e la detenzione
Il 15 novembre 2024 Trentini è stato fermato a un posto di blocco mentre viaggiava da Caracas a Guasdualito, nello Stato di Apure, da funzionari del servizio di identificazione e migrazione. In seguito è stato trasferito a Caracas, nella struttura della Direzione generale del controspionaggio militare. La sua detenzione è stata confermata ufficialmente solo due mesi dopo l’arresto.
Nei mesi successivi non è stato possibile per la famiglia o per i legali ottenere informazioni dirette sulle sue condizioni né stabilire contatti.
Le iniziative internazionali
Il 7 gennaio 2025 la Commissione interamericana per i diritti umani ha concesso misure cautelari in favore di Trentini, ritenendo che si trovasse «in una situazione grave e urgente» per il rischio ai suoi diritti fondamentali. Alla richiesta di informazioni e tutela, tuttavia, non sarebbe seguita alcuna risposta ufficiale da parte delle autorità venezuelane.
Sul fronte diplomatico, il governo italiano ha più volte convocato l’incaricato d’affari venezuelano a Roma. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha assicurato che la Farnesina continua a lavorare per la liberazione di Trentini e di altri cittadini italo-venezuelani detenuti.
La richiesta di prudenza
La famiglia ribadisce la necessità di mantenere il massimo riserbo in una fase delicata, sottolineando che l’esposizione mediatica o dichiarazioni non coordinate potrebbero compromettere gli sforzi diplomatici in corso. «Ogni parola può avere conseguenze», è il messaggio che accompagna l’appello.


















