Ambro per gli amici, capotreno di 34 anni ucciso a Bologna, il ricordo degli amici: «Ha vissuto con estrema gentilezza, con un’educazione fuori dal comune, ma soprattutto con ironia»
Si chiamava Alessandro Ambrosio, aveva 34 anni ed era capotreno sui treni Intercity a medio-lunga percorrenza. Era laureato in Statistica e viveva ad Anzola Emilia. È stato ucciso con una coltellata all’addome la sera del 5 gennaio nei pressi del parcheggio del piazzale Ovest della stazione di Bologna.
Gli amici: «Ambro uno di noi»
Per gli amici del Centro Culturale Anzolese, a due passi da casa, era semplicemente “Ambro”. Con loro suonava spesso: chitarrista appassionato, partecipava ai concerti, alle prove in sala e agli eventi culturali dell’associazione. Sulla pagina Facebook del centro il ricordo è commosso e carico di affetto.
Una vita di gentilezza e ironia
«Completamente irrazionale pensare che una vita possa spegnersi così», si legge nel post dedicato ad Ambrosio. Gli amici lo descrivono come un ragazzo e un uomo che «vissuto con estrema gentilezza, con un’educazione fuori dal comune, ma soprattutto con goliardia e ironia». Un modo di stare con gli altri che aveva lasciato un segno profondo in chi lo conosceva.
La passione per la musica
La musica era una parte centrale della sua vita. La foto del profilo Facebook di Ambrosio lo ritrae sul palco, in bianco e nero, mentre imbraccia una chitarra elettrica. «Era con noi al concerto del Primo Maggio, era con noi l’anno prima al concertone di chiusura della Fabbrica di Apollo, era con noi in sala prove», ricordano gli amici.
«Rimarrà sempre con noi»
Nel messaggio conclusivo, il Centro Culturale Anzolese ribadisce il legame che non si spezza: «Ambro era uno di noi. Ambro era un gran chitarrista. Ambro era tante altre cose. Non può spegnersi una vita in questo modo». Il post si chiude con le condoglianze alla famiglia e un abbraccio collettivo da parte di tutta l’associazione.


















