Ospiti della prima giornata, Raffele Fitto, Roberto Occhiuto, Roberto Amore e Giancarlo Padoan parlano di bilancio Ue ’28-’34, Pnrr, coesione e del futuro strategico del Mezzogiorno
Connessioni Mediterranee, la due giorni organizzata da L’Altravoce al museo archeologico di Reggio Calabria, tra i molti interventi di oggi, ha ospitato da remoto il vice presidente della Commissione Europea, Raffaele Fitto.
“C’è l’esigenza di una visione coordinata dei diversi programmi d’intervento – ha chiarito il numero due di Bruxelles – e cioè Pnnr e Politica di coesione. La gestione coordinata dei due programmi è un passaggio obbligato, secondo Fitto, tanto che lo sviluppo coordinato che vediamo nella proposta del bilancio 2028 2034, è una voce particolarmente considerata”.
LIVE – Primo giorno, sessione mattina
È necessario, secondo il commissario europeo, valorizzare la politica di coesione, che rappresenta, lo ricordiamo, un terzo del bilancio.
Ridurre le differenze territoriali, secondo l’ospite dell’assise, è un obiettivo essenziale. Del resto, si rileva che il settantacinque per cento dei cittadini europei vivono in aree super popolate. Nel contempo ci sono molti territori che si spopolano. Problema che non tocca solo il mezzogiorno d’Italia. Da Fitto arriva un monito sereno, ma determinato:
“Maggiore semplificazione e maggiore flessibilità, se si vuole arrivare a risultati importanti”.
Roberto Occhiuto e la visione della Calabria
Per Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, impossibilitato a raggiungere Reggio, per impegni che lo hanno trattenuti alla Cittadella, il rapporto con le istituzioni europee è necessario non solo mantenerlo, ma alimentarlo costantemente.
Non bisogna sottovalutarne, infatti, il ruolo, in quanto “regolano la maggior parte dei fondi per le politiche di sviluppo”. Frequentare le istituzioni europee significa potere ottenere deroghe su specifiche tematiche.
“Il mezzogiorno – ha sottolineato Occhiuto – può trovarsi nella stessa condizione in cui si trovarono qualche anno fa le regioni del nord. Il centro dell’economia sarà il Mediterraneo, perché strategico. Lo vedo chiaramente. Si pensi a Gioia Tauro, porto che sta crescendo in modo esponenziale. Negli ultimi sei mesi, poi, la Calabria viene data in crescita dai report, pur con le difficoltà oggettive che ci sono”.
Risorse europee e strategie future
Roberto Amore, è un esperto di bilanci europei, ed in particolare di Pnnr, ed è membro di un ufficio missione a Bruxelles: “L’Italia ha avuto già in ambito di Pnnr 140 miliardi di euro ed entro la fine di dicembre potrebbe già arrivare a 150 miliardi. Bruxelles e molti stati membri concordano su una serie di obiettivi, riforme ed investimenti sono gli elementi dai quali non si può prescindere”.
La programmazione, ha ragionato Amore, si fonda sui principi che hanno portato a costituire l’Europa, pertanto, lasciando da parte numeri e costi, c’è sicuramente una prospettiva di sviluppo.
Non trascurabile un altro aspetto quello che riguarda la semplificazione, metodo che è diventato obiettivo raggiunto. L’Europa ha molto lavoro da fare, anche perché deve relazionarsi ad ogni livello di amministrazione degli stati membri, è necessità primaria dell’Europa uscire dal ruolo di regolatore e diventare coinvestitore. L’importante è dare una spinta verso la crescita, intervenendo sulla competitività.
Leadership, sicurezza e pace secondo Padoan
Il direttore editoriale de L’Altravoce, Alessandro Barbano ha poi intervistato il presidente di Unicredit, Giancarlo Padoan. Segmento inserito in un altro momento della giornata odierna. Un passaggio significativo è il richiamo al Rapporto Draghi, presentato solo poche settimane fa. Nel ragionamento del presidente Padoan in quel rapporto ci sono molte ricette per dare un corso di sicurezza sociale ed economica.

Un termine sul quale Padoan si sofferma è la capacità di guida, cioè la leadership. Ma la pace è la base necessaria per l’Europa, obiettivo da perseguire nonostante le difficoltà di dialogo.









