L’amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia Gianpiero Strisciuglio interviene al festival economico Feuromed
«Siamo allenati alle crisi dell’energia. Non reagiremo alzando i prezzi. Affronteremo con la solita abnegazione e responsabilità verso il Paese la pressione di questo momento storico».
Nel corso di Feuromed 2026 in corso a Napoli, Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia, cerca di rassicurare milioni di utenti del trasporto ferroviario nazionale. Poi passa a raccontare i successi dell’alta velocità italiana: «Le tratte Milano–Parigi, Milano–Monaco e Roma–Monaco confermano una storia di successo. L’Italia sta passando da semplice utilizzatrice a esportatrice del modello di AV: il Frecciarossa rappresenta oggi una vera piattaforma industriale del Made in Italy.
Grazie alla cultura di impresa di Trenitalia, non soltanto possiamo offrire un servizio sicuro, affidabile e di qualità ma possiamo esportare il nostro prodotto di eccellenza: oggi il Frecciarossa rappresenta un punto di riferimento nel mercato che spinge verso una rete di alta velocità europea».
L’ad di Trenitalia ricorda poi che proprio a Napoli c’è l’impianto di manutenzione Gianturco, uno dei più grandi d’Europa per l’alta velocità, specializzato nella manutenzione ciclica dei Frecciarossa. Recentemente potenziato con un investimento di 100 milioni di euro, il polo gestisce la manutenzione ordinaria e straordinaria di circa 35 treni al giorno con oltre 1000 addetti. Il sito ha un ruolo strategico perché cura circa l’80% della manutenzione dell’Alta Velocità di Trenitalia.
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I ritardi del Sud
L’altro fronte riguarda i ritardi del Mezzogiorno e il ruolo del Pnrr. «Il Pnrr – dice Strisciuglio – ha dato una grande spinta all’apertura di nuovi cantieri: da qui il nostro impegno a conciliare i lavori con una presenza di passeggeri molto importante». Ovviamente, in questo processo di ristrutturazione c’è anche il rovescio della medaglia. «Tanti cantieri attivi aumentano la pressione sul servizio – ammette Strisciuglio – così è più difficile garantire performance di puntualità. Ma noi ci lavoriamo».
In compenso, questa grande scarica di investimenti apre adesso delle novità che l’ad di Trenitalia definisce «sconvolgenti».
Per esempio, «la Bari-Napoli collegherà le principali città del Mezzogiorno in sole due ore. E noi sappiamo bene che ogni volta che il trasporto ferroviario ha collegato due grandi città, c’è stato un grande sviluppo». Intanto, il rinnovo della flotta regionale sembra segnare un cambio di paradigma, da segmento considerato secondario a leva industriale strategica: con una delle flotte più giovani d’Europa e 7 miliardi di investimenti entro il 2027, crescerà l’impatto sulla filiera italiana e sugli standard tecnologici e qualitativi del servizio.
I numeri
«Il trasporto dei treni regionali non è più soltanto per i pendolari, ma, con 6500 treni tutti i giorni, si è trasformato in una possibilità di accesso capillare per i turisti. Abbiamo visto che se si disegna bene l’offerta possiamo ricevere grandi risposte in termini di volumi. Aumentare le connessioni dà ritorni positivi non solo nel Sud ma anche sulle Alpi». Insomma, Trenitalia sembra pronta a raccogliere la sfida della modernizzazione.
«Siamo prontissimi a diventare l’infrastruttura base della mobilità degli italiani. Un’offerta integrata intermodale e sostenibile che aggiunge anche bellezza e funzionalità. E con il piano di sviluppo del trasporto regionale avremo la flotta di treni regionali più giovane d’Europa: tra i 5 e i 10 anni, mentre i paesi europei più virtuosi hanno macchine con 20 anni». E sulla prospettiva di viaggiare su reti ferroviarie sempre più veloci assicura: «Il Frecciarossa 1000 può già superare i 350 km/h. Una parte del lavoro è già stato fatto».


















