2 Gennaio 2026

Direttore: Alessandro Barbano

2 Gen, 2026

Dalle sigarette al diesel, fino ai pedaggi: il 2026 parte con i rincari

Il 2026 si apre con una raffica di rincari. Secondo Assoutenti la stangata sui consumatori vale 900 milioni. Al via la stagione dei saldi, si stima un giro d’affari tra i 5 e i 6 miliardi


Le festività natalizie, “complici” le tredicesime, hanno riacceso i consumi, la stagione dei saldi che s’inaugura oggi in Valle d’Aosta, e partirà domani in tutte le regioni, dovrebbe mantenere viva la “fiamma” mentre le misure a sostegno del reddito inserite dal governo nella manovra – tra cui il taglio dell’Irpef per il ceto medio e la detassazione dei rinnovi contrattuali – dovrebbero contribuire ad alleggerire quel senso di precarietà economica e di insicurezza che ha finora consigliato prudenza alle famiglie, spingendole a rinviare le spese.

Il condizionale, tuttavia, s’impone di fronte alla raffica di rincari al via con il nuovo anno, alcuni legati alle misure introdotte dalla stessa legge di bilancio che si propone di rinforzare il potere d’acquisto.

E così allo scoccare della mezzanotte sono scattati aumenti per le sigarette, la benzina, le assicurazioni, i pedaggi in autostrada che, stima Assoutenti, nel complesso si traducono in una stangata da 900 milioni sulle tasche dei consumatori, con gli automobilisti a sopportare il peso maggiore.

Gli automobilisti tra i più tartassati

Da ieri, infatti, costa di più viaggiare sulla rete autostradale: le tariffe dei pedaggi segnano un aumento dell’1,5% che, considerata la spesa delle famiglie italiane per questa voce, secondo i calcoli di Assoutenti si traduce in un maggiore costo da circa 20 milioni annui.

Sempre da ieri, poi, il rifornimento di gasolio è diventato più caro perché la manovra stabilisce la parificazione delle aliquote dell’accisa sulla benzina e sul gasolio impiegato come carburante, di conseguenza scatta una riduzione dell’accisa sulla benzina di 4,05 centesimi di euro per litro e un corrispondente aumento di quella sul gasolio impiegato come carburante che, calcola Assoutenti, nel 2026 assicurerà alle casse dello Stato circa 552 milioni di euro.

Su anche l’Rc auto: sale, infatti, al 12,5% l’aliquota sulle polizze accessorie per rischi di infortunio al conducente e rischio di assistenza stradale per i contratti stipulati o rinnovati a decorrere dal 1° gennaio, con un aggravio di spesa da 115 milioni sugli assicurati. La legge di bilancio introduce, poi, anche l’aumento progressivo nel triennio 2026-2028 dell’importo minimo fisso delle accise su sigarette e tabacco trinciato, con incrementi di prezzo dai 15 centesimi per le sigarette tradizionali ai 50 centesimi per il tabacco trinciato, che peseranno circa 213 milioni.

Colpiti anche i viaggi: sale la tassa di soggiorno

Ma non finisce qui. Anche nel 2026, secondo quanto stabilisce la manovra, i comuni potranno incrementare l’imposta di soggiorno a carico di chi alloggia nelle strutture ricettive nel proprio territorio, fino a 2 euro per notte. Inoltre, in base ad una norma del decreto anticipi, i comuni della Lombardia e del Veneto a non più di 30 chilometri dalle sedi in cui si svolgeranno i Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026 potranno istituire l’imposta o incrementarla di massimo 5 euro.

Ancora la manovra introduce un contributo di 2 euro sulle spedizioni sotto i 150 euro in arrivo da paesi extra Ue e raddoppia (dallo 0,2% allo 0,4%) l’aliquota dell’imposta sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin tax. Insomma con una mano si dà e con l’altra si prende.

E per la stagione dei saldi al via il rischio è che questa sfilza di rincari raffreddi l’entusiasmo – già cauto – di fronte ai prezzi ritoccati all’ingiù sui cartellini, facendo prevalere la prudenza. Un rischio di cui avverte anche il Codacons, gelando le aspettative dei commercianti che confidano nel rilancio dei consumi e si aspettano un giro d’affari tra i 5 e i 6 miliardi.

Saldi al via ma con il freno tirato

Gli italiani si dicono interessati alle vendite di fine stagione, anche se uno su due è pronto ad aprire il portafogli solo di fronte al vero affare. Saranno 16 milioni, secondo le stime dell’Ufficio Studi Confcommercio, le famiglie che si dedicheranno allo shopping scontato: ogni persona spenderà circa 137 euro (303 euro a famiglia), per un giro di affari di 4,9 miliardi di euro.

Gli incassi potrebbero arrivare fino a 6 miliardi, stima invece Confesercenti, che in un sondaggio condotto da Ipsos, traccia il sentiment degli italiani. Il 92% è interessato ad approfittare degli sconti, ma non è detto che questo si tradurrà in un acquisto vero e proprio: prevale infatti la ricerca dell’occasione, con il 40% degli intervistati che ha già deciso cosa comprare (e 2 milioni di persone già lo hanno fatto in pre-saldo), ma più di uno su due (il 53%) che concluderà l’acquisto solo se troverà l’offerta giusta.

Shopping sì, dunque, ma che ne valga la pena, senza eccessi e sensi di colpa. Il Codacons fa i conti in tasca alle famiglie, considerando gli aumenti registrati nel corso del 2025 su beni alimentari, energia e trasporti, cui aggiunge le spese sostenute tra Natale e Capodanno, e i rincari all’orizzonte. “Una situazione – rileva l’associazione dei consumatori – che lascia poco margine agli acquisti non essenziali e che frena la propensione alla spesa proprio all’avvio dei saldi, riducendo il giro d’affari che – si sostiene – non supererà quest’anno quota 4,5 miliardi, in netta diminuzione rispetto ai livelli di spesa pre-Covid”.

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