Rinviata senza spiegazione la presentazione a Bologna del libro di Olivia Guaraldo e Adriana Cavarero. La celebre filosofa tuona: “Anima sovietica che mi è estranea“
«Ho ricevuto una mail molto diplomatica in cui gli organizzatori mi dicevano che l’evento è rinviato, senza dare troppe spiegazioni». È amareggiato il tono di Olivia Guaraldo, filosofa dell’Università di Verona, studiosa del pensiero femminista e autrice, insieme ad Adriana Cavarero, di Donna si nasce (e qualche volta lo si diventa).

La presentazione del libro era in programma per oggi pomeriggio presso il centro di documentazione delle donne di Bologna, insieme all’avvocata Laica Montanari, presidente dei centri anti-violenza dell’Emilia Romagna e della senatrice Valeria Valente, da sempre impegnata sul fronte del contrasto alle violenze di genere.
«L’evento nasce proprio sulla scia di una presentazione fatta ad ottobre in Senato con la senatrice Valente. Avrebbe dovuto tenersi a dicembre, ma già allora era stato rimandato. Quindi abbiamo stabilito la data del 27 febbraio».
Bologna sotto ricatto
Ma Guaraldo si è fatta un’idea del perché la presentazione sia stata rinviata: «Il nostro è un libro scomodo, inviso a un certo transfemmimismo. Preferiscono chiudere lo spazio di discussione pubblica. Mi dispiace, perché abbiamo presentato questo libro in tutta Italia, facendoci forti dell’importanza di avere un confronto pubblico. Il libro stesso ha un’impostazione dialogante. Questa è la prima volta in cui c’è quella che io interpreto come una censura vera e propria».
Succede a Bologna, città che sappiamo avere un radicalismo politico molto presente. Motivo di amarezza in più per la professoressa: «So che è una piazza complicata. Io ho anche studiato a Bologna, ho fatto lì la tesi e la mia formazione politica alla Pantera, il movimento studentesco dei primi anni ’90. Adesso è una città abbastanza chiusa al dibattito».
L’anima sovietica
Sempre in dialogo con l’Altravoce, Cavarero rincara la dose: «La cosiddetta galassia LGBT ha una forte influenza sull’amministrazione di sinistra di quella città. Pur dicendo di seguire il verbo dell’inclusione, hanno un animo sovietico e praticano la censura. Io ho sempre militato a sinistra ma non ho mai avuto quest’anima sovietica; provengo da un ambiente di costumi democratici qual è l’università. La sinistra bolognese è conquistata e ricattata da questo ribellismo radicale. Mi dispiace per Bologna».
Ma quali sono le tesi scomode sostenute nel libro? «Sosteniamo semplicemente che il femminismo non può cancellare la parola “donna” sostituendola con asterischi o schwa», prosegue Guaraldo. «Senza nulla togliere alla difesa delle minoranze sessuali, crediamo che la questione femminista debba avere al proprio centro la soggettività femminile».
Insomma, è il tradizionale femminismo della differenza che si scontra con il transfemmimismo in voga negli ambienti accademici d’oltreoceano. «Ma anche il tema della violenza, degli abusi, o degli scandali sessuali al centro degli Epstein files sono leggibili soprattutto attraverso la lente del pensiero della differenza. Altrimenti si rischia di cadere nella spirale per cui la parola donna si può usare solo quando le donne sono vittime di abusi. E questa è una costruzione patriarcale».
Femminismo e femminismi
Sembra di assistere a una resa dei conti all’interno della galassia femminista. «No – ammonisce Cavarero – il movimento transfemminista, a dispetto del nome, è profondamente anti-femminista, perché cerca di cancellare la soggettività delle donne. Si radicalizzano posizioni già radicali provenienti dagli Usa, mal interpretati e usati come bandiera».
Non si tratta però di difendere un femminismo autentico contro un femminismo fallace: «Il femminismo è fatto di molte correnti incrociate di cui una è il femminismo della differenza. Poi c’è il femminismo emancipazionista, il femminismo legato alle istituzioni. Il femminismo ha una lunga storia che inizia con Mary Wollstonecraft. Ma ciò che accomuna i vari femminismi è la centralità della soggettività femminile, cosa che manca completamente nel transfemminismo, in cui la parola donna viene sostituita da “persona con utero”. Sono forme di ribellismo».
Quella alla quale danno forma Cavarero e Guaraldo è una difesa dell’elemento biologico e naturale contro l’idea che tutto, compresi genere e sesso, siano costruzioni culturali? «Direi una difesa dell’esistenza materiale – conclude Guaraldo – incarnata delle donne, che sono un soggetto umano e politico. E oggi c’è di nuovo la tendenza a cancellarle».


















