9 Gennaio 2026

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22 Nov, 2025

È morta Ornella Vanoni, leggenda senza tempo della musica italiana

È morta a 91 anni Ornella Vanoni, artista “senza fine” ha attraversato quasi settanta anni della storia musicale e artistica italiana. Cominciò con le canzoni di “mala”


MILANO – Ornella Vanoni è morta a 91 anni nella sua città: è stata una vera e propria leggenda della musica italiana. Nata a Milano il 22 settembre 1934, è da sempre considerata tra le maggiori interpreti della nostra musica leggera, una delle artiste italiane dalla carriera più longeva. Inizia a lavorare nel 1956, come attrice in “Sei personaggi in cerca d’autore” di Luigi Pirandello dopo avere studiato all’Accademia di arte drammatica del Piccolo Teatro di Giorgio Strehler: di lui diventa allieva prediletta e compagna).

Nel 1957 arriva il debutto canoro con le “canzoni della mala”, brani che traggono spunto da antiche ballate dialettali e raccontano storie di poliziotti e malfattori. Dopo gli esordi, il suo stile interpretativo unico e sofisticato le consente di attraversare un repertorio che comprende il pop d’autore, la bossanova (da ricordare l’album “La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria” realizzato con Toquinho e Vinicius de Moraes) e il jazz che la porta a collaborare con musicisti del calibro di George Benson, Michael Brecker e Randy Brecker, solo per citarne alcuni.

Ornella Vanoni ha venduto 55 milioni di dischi

Nella sua lunghissima carriera arriva a vendere oltre 55 milioni di dischi con all’attivo ben 112 lavori pubblicati tra album, EP e raccolte, vantando collaborazioni con autori che portano il nome di Dario Fo, Paolo Conte, Fabrizio De André, Ivano Fossati, Lucio Dalla, Franco Califano, Mogol, Renato Zero e Riccardo Cocciante.
Nel 1960 Vanoni incontra Gino Paoli con il quale nasce un’intensa storia d’amore che va di pari passo con la collaborazione artistica: basti citare l’indimenticabile “Senza fine”. Nonostante l’amore per Paoli, la cantante sposa l’impresario teatrale Lucio Ardenzi da cui si separa ancor prima che nasca il figlio Cristiano. Non a caso, il suo primo 45 giri di grande successo commerciale è “Cercami” dedicata proprio a Paoli.

Mentre prosegue anche l’impegno teatrale (tra gli altri, è Rosetta in “Rugantino” di Garinei e Giovannini), arriva la prima di otto partecipazioni al Festival di Sanremo: nel 1965, con “Abbracciami forte”. Seguono quelle nel 1966 (“Io ti darò di più”), nel 1967 (“La musica è finita”), nel 1968 (“Casa bianca”), nel 1970 (“Eternità”), nel 1989 (“Io come farò”), nel 1999 (“Alberi”, con Enzo Gragnaniello) e nel 2018 (“Imparare ad amarsi”, con Bungaro e Pacifico). Nonostante tutti i Festival, i suoi maggiori successi discografici nascono fuori dalla città dei fiori: “Una ragione di più” (1969), “L’appuntamento” (1970), “Domani è un altro giorno” (1971), “Più” (1976, con Gepy). Tra i premi assegnati a Ornella Vanoni ne spiccano tre del Club Tenco (due Premi e una Targa) e due volte il Premio Lunezia.

Il debutto in tv, le serate da Fazio

Artista poliedrica non manca di sviluppare interessi ulteriori e sbarca anche in televisione. Il piccolo schermo vede la Vanoni impegnata negli anni come conduttrice, prima donna o ospite fissa: da “Giardino d’inverno” a “Studio Uno”, da “Senza rete” a “Serata d’onore”, da Fatti e fattacci” a “Risatissima”. È anche giudice in “Star Academy” e “Amici Celebrities”. Nella carriera sessantennale non manca nemmeno il cinema dal primo “Romolo e Remo” di Sergio Corbucci del 1961 all’ultimo “7 donne e un mistero” di Alessandro Genovesi del 2021. Presente anche nello sceneggiato “Il mulino del Po” di Sandro Bolchi e, in un cameo, nella fiction di Rai1 “La Compagnia del Cigno” di Ivan Cotroneo.

“Con profondo dolore riceviamo la notizia della scomparsa di Ornella Vanoni. Grazie per tutto quello che ci hai regalato Ornella, lo terremo sempre nel nostro cuore” si legge sul profilo X di “Che tempo che fa”, programma in cui era stata spesso ospite.

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