10 Marzo 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

10 Mar, 2026

La guerra mondiale che non vogliamo vedere

Soldati israeliani schierati a Nord, vicino al confine col Libano

La guerra in Ucraina e la crisi con l’Iran non sono conflitti separati. Droni, energia e strategie militari stanno già saldando i fronti in un unico sistema di instabilità globale


La crisi con l’Iran, i raid militari, il rischio di una guerra regionale, lo spettro di uno shock energetico globale hanno spostato lo sguardo del mondo. Dalle trincee del Donbas allo Stretto di Hormuz. Dal fronte europeo a quello mediorientale. Il sistema internazionale funziona come un teatro con un solo palcoscenico: quando entra in scena un nuovo dramma, quello precedente scivola dietro le quinte.

Ma questa è soltanto una nostra percezione ottica, una semplificazione narrativa prodotta dal ritmo dei media e dalla psicologia collettiva delle crisi. La verità è che le due guerre che il dibattito pubblico continua a trattare come separate – quella in Ucraina e quella in Medio Oriente – stanno già funzionando come un unico sistema strategico.

LEGGI Iran, Hegseth: «Oggi i raid più intensi». Trump allenta le sanzioni sul petrolio russo

L’asse Mosca-Teheran

Se è vero che l’Iran ha trasferito centinaia di droni a Mosca, dall’estate del 2022 – droni che sono stati decisivi nella guerra contro l’Ucraina e hanno cambiato l’economia stessa del conflitto – e se è vero che Mosca sta oggi passando a Teheran informazioni sull’ubicazione di asset americani nel Golfo o nel Levante – come sostiene l’intelligence statunitense – il quadro diventa ancora più chiaro. Non siamo più di fronte soltanto a una cooperazione militare opportunistica tra Russia e Iran, ma a qualcosa di più strutturale: la guerra in Ucraina cessa definitivamente di apparire come una questione territoriale europea – una disputa di confine – per rivelare ciò che è diventata nel frattempo: un capitolo di una competizione globale tra modelli di potere e sistemi geopolitici.

LEGGI Il rilancio di Teheran lascia senza strategia il “cane pazzo” Trump

La guerra dell’attenzione

C’è però un secondo livello, più sottile ma forse ancora più decisivo. Per Putin ogni crisi che distoglie l’attenzione dall’Ucraina rappresenta un vantaggio strategico. La guerra contemporanea non si combatte soltanto sul terreno, ma anche nello spazio più impalpabile della priorità politica e dell’attenzione internazionale. Armi, munizioni, sistemi Patriot, finanziamenti, volontà politica: tutto questo dipende dal posto che una guerra occupa nell’agenda delle democrazie occidentali. Quando una crisi va in fondo ai notiziari, lentamente retrocede anche nelle gerarchie strategiche dei governi. Quando il Medio Oriente esplode, l’Ucraina inevitabilmente arretra nel campo visivo dell’Occidente. E questo produce conseguenze molto concrete: rallentano le forniture militari, si moltiplicano i dibattiti sulla “stanchezza della guerra”, cresce la tentazione diplomatica di congelare il conflitto con qualche concessione territoriale. È esattamente l’esito che il Cremlino spera di ottenere.

La strategia della saturazione

Da questo punto di vista l’asse Mosca-Teheran rappresenta una strategia di saturazione geopolitica. Più il sistema internazionale diventa instabile – ed è quello a cui punta oggi l’Iran con la sua “guerra totale” in Medio Oriente – più la capacità decisionale delle democrazie liberali – già fragile per natura – si logora.

La rivoluzione dei droni

C’è infine un terzo elemento che spesso passa inosservato ma che, in prospettiva, potrebbe rivelarsi il più importante. La guerra dei droni – che oggi domina sia il fronte ucraino sia i cieli del Medio Oriente – rappresenta il punto di contatto tecnologico tra questi conflitti. Gli Shahed iraniani usati dalla Russia contro le città ucraine e ora al centro dello scontro regionale mediorientale sono l’esempio perfetto di una trasformazione strategica profonda: armi estremamente economiche capaci di produrre effetti militari e psicologici enormi. Un drone Shahed, infatti, costa poche decine di migliaia di dollari. I missili Patriot usati per intercettarlo possono costarne milioni. È una sproporzione che altera l’economia stessa della difesa. Difendersi diventa più costoso che attaccare.

Il laboratorio ucraino

Costretta dalla necessità, l’Ucraina ha sviluppato una risposta innovativa: sistemi di intercettazione molto più economici, spesso basati su altri droni, capaci di neutralizzare gli attacchi senza consumare missili da milioni di dollari. Il risultato è stato sorprendente: negli ultimi mesi oltre l’80 per cento dei droni russi lanciati in Ucraina in molti degli ultimi attacchi è stato abbattuto. Ecco perché la posizione di Kiev nel sistema delle alleanze occidentali sta lentamente cambiando. Per anni Zelensky ha telefonato alle capitali occidentali chiedendo armi per difendere il proprio paese. Oggi sono gli altri governi a chiamare Kiev. Arabia Saudita, Emirati, Bahrain, Giordania. Tutti pongono la stessa domanda: come si combatte una guerra di droni? Così il paese che per quattro anni è stato percepito soprattutto come un destinatario di aiuti militari si sta trasformando nel laboratorio tecnologico della guerra contemporanea.

Un unico sistema di instabilità

In conclusione, ciò che sta accadendo è la formazione di un nuovo ecosistema di guerre interconnesse, dove tecnologie, intelligence, catene di approvvigionamento militare, alleanze e propaganda circolano da un fronte all’altro con una velocità che le categorie diplomatiche tradizionali faticano a comprendere. Ed è forse proprio questo il punto più inquietante. Mentre il dibattito pubblico continua a discutere ogni crisi come se fosse un episodio isolato – la guerra in Ucraina, la crisi iraniana, le tensioni nel Golfo – la realtà sta già evolvendo in un’altra direzione. La guerra contemporanea sta diventando un unico sistema globale di instabilità permanente, in cui ogni crisi alimenta le altre e ogni fronte è, in qualche modo, collegato a tutti gli altri.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

Primo piano

Nessun risultato

La pagina richiesta non è stata trovata. Affina la tua ricerca, o utilizza la barra di navigazione qui sopra per trovare il post.

EDICOLA