Le parole del premier slovacco Fico rispecchiano i timori di gran parte dell’opinione pubblica mondiale a proposito della salute mentale del presidente degli Stati Uniti: lo studio della psiche può contribuire ad arginare le follie degli autocrati
Non sappiamo se Trump si sentirà appagato dalle ruvide smentite che il premier slovacco Fico si è affrettato a diffondere nel globo terraqueo dopo la notizia data dal Politico del suo commento a valle dell’incontro a Mar-a-Lago con il presidente degli Usa, in cui il leader europeo si dichiarava «traumatizzato» dalla constatazione della precaria salute mentale del padrone di casa. Ovviamente auguriamo a Fico e al popolo slovacco tutto il bene possibile e dunque tifiamo per il rinfoderamento dell’ira funesta dell’anziano presidente americano.
La salute mentale di Trump
Se può aiutare un pochino a sostenere l’imbarazzo e l’ansietà del piccolo Stato centroeuropeo, possiamo dire – sommessamente, per carità – che talvolta ha punto vaghezza anche a noi che qualche cosa di sbagliato, piccolissima cosa, ci mancherebbe, nell’espressività e nell’azione si potesse scorgere osservando la postura di Trump. E non solo quella politica. Diciamola tutta: probabilmente non è così rara la preoccupazione dichiarata e poi ritrattata, in giro per il mondo.
Lo jus murmurandi
Resta però solo un bisbiglio, una specie di jus murmurandi, una possibilità che in età remota il signore concedeva al volgo, ad esso totalmente sottoposto, ma che doveva restare come un sussurro nell’orecchio: guai ad uscire dalla forma-respiro. Uno jus murmurandi esisteva anche nell’Italia di Mussolini e, più o meno, esiste in tutti i regimi autoritari.
La psiche di chi comanda
Di che stiamo sussurrando, allora? Non di critica politica, che comunque è attività che si addice a quel residuo di libertà di pensiero e di espressione ancora sopravvissuta nel mondo democratico seppure sia in crisi d’ossigeno. Ci riferiamo ad una cosa diversa: l’analisi della psiche di chi comanda. Soprattutto quando comanda in solitudine, o quasi. La psicologia politica, intesa in senso atecnico, come l’insieme delle scienze della psiche umana (psicologia, certamente, ma anche psicanalisi e psichiatria) avrebbe un senso grandissimo in questa stagione complicata che stiamo vivendo, in cui le autocrazie si affermano scivolando sulle procedure predisposte dalle democrazie con l’aiuto del Grande Distorsore della realtà rappresentato dal turbo-digitale.
La politologia in soffitta
Se si affonda il pluralismo politico, se si fanno a pezzi i check e i balance, se si mettono in crisi i canali di attingimento dell’informazione, e se al potere s’insedia un uomo solo, allora gli strumenti classici per interpretare la politica, i ferri del mestiere di Weber, Gaetano Mosca, Sartori, tanto per fare qualche nome noto anche fuori dall’accademia, non servono più. Serve un buono psicanalista. Qualche volta uno psichiatra.
Nelle dittature e in democrazia
La psicologia politica ha avuto storicamente una sua applicazione per capire i dittatori e tentare di prevenirne le mosse. Non che in democrazia non serva, beninteso, solo che quando il potere è diffuso e non concentrato, le posizioni di vertice effettivamente (e non solo teoricamente) sono contendibili. Viceversa quando il potere si raccoglie sempre più nelle mani di uno solo, bisogna stare molto attenti alle sue paturnie.
Churchill e Hitler
Certo, tra le passioni esoteriste di Churchill, adepto dell’ordine iniziatico celtista, e le pericolosissime psicopatologie di Hitler descritte dallo psicanalista americano Langer in “Un’analisi psicologica di Adolf Hitler: la sua vita e leggenda” (1944), ce ne passa. Ma ciò che fa distanza è anche il regime: democrazia liberale nel Regno Unito e dittatura nel Terzo Reich tedesco.
La democrazia
Morale della favola: in una democrazia solida gli anticorpi sono in grado di espungere la malattia oppure di neutralizzarla, senza dover far ricorso alle barricate. Nei regimi dittatoriali o autocratici no. Dunque la psicologia aiuterà a capire con chi abbiamo a che fare, ma cerchiamo di tenerci stretta stretta la democrazia. Così come l’abbiamo trovata in Costituzione, senza strappi e forzature.



















