Dalla guerra commerciale al collasso del multilateralismo: come Donald Trump sta smontando l’ordine globale e mettendo l’Europa ai margini
Mai dalla fine della seconda guerra mondiale il mondo aveva vissuto un così esteso e dirompente terremoto degli equilibri internazionali: Ucraina, Medio Oriente, Groenlandia, Venezuela, Iran. Ognuno di questi luoghi è teatro di guerre e conflitti, come lo sono altre situazioni critiche, dal Sudan al Myanmar, su cui l’attenzione della comunità internazionale è colpevolmente assente.
Al centro di questo gigantesco sommovimento c’è il presidente Donald Trump che fin dal suo insediamento ha messo in atto una costante destabilizzazione del sistema multilaterale di governance del pianeta. Ha iniziato varando una guerra commerciale sui dazi di importazione, ben presto estendendo la sua offensiva alle istituzioni internazionali con l’abbandono di fora – l’Unesco, l’OMS, gli Accordi di Parigi sul clima, la Commissione giuridica di Venezia e decine di altre organizzazioni internazionali – e mettendo brutalmente in mora l’ONU attraverso la creazione di un “Board for peace”, guidato dallo stesso Trump, con l’ambizione di trasferire lì dossier su cui sono impegnate le Nazioni Unite.
Diritti umani sacrificati al business
Una strategia di destabilizzazione che nega e viola tutte le regole che hanno presieduto fino ad oggi alla vita della comunità internazionale e che liquida qualsiasi attenzione al tema dei diritti umani. Rimosso Maduro, si può ben accettare che il Venezuela continui a essere guidato dal regime chavista purché consegni le sue risorse petrolifere alle compagnie americane. Lo stesso criterio – business is business – Trump lo ha applicato all’Ucraina subordinando il sostegno allo sfruttamento delle terre rare e a Gaza, dove il piano per la pace appare centrato principalmente su investimenti immobiliari.
La rottura dell’Asse transatlantico
Una strategia che non esita a dissestare quell’alleanza transatlantica tra Europa e Nord America che per ottanta anni ha rappresentato l’unità dell’Occidente. La pretesa, priva di qualsiasi ragione, di voler annettere la Groenlandia ha reso plastica l’ostilità del Presidente americano all’Europa, vista come un ostacolo alla logica di potenza su cui si fonda la strategia trumpiana, centrata sul rilancio di un’egemonia americana affidata ai soli rapporti di forza.
È uno scenario che sfida l’Europa che, non potendo più contare sul suo storico alleato, è chiamata a ridefinire il proprio profilo politico e istituzionale: più integrazione economica e tecnologica, una politica estera realmente comune, un sistema autonomo di difesa e sicurezza. Un salto necessario per evitare di diventare vaso di coccio tra vasi di bronzo.
Sovranismi e il caso Mercosur
Un salto ostacolato da sovranismi e gelosie nazionali, come dimostra la battuta d’arresto imposta dal Parlamento europeo all’Accordo di libero scambio tra Ue e Mercosur. Un’intesa che avrebbe rafforzato la cooperazione multilaterale e contrastato il protezionismo americano. Il blocco temporaneo dell’accordo è la prova di quanto le divisioni interne condannino l’Europa alla marginalità.
Il nodo italiano
Il terremoto globale interroga anche la politica italiana e il governo Giorgia Meloni, segnato da una preconcetta ostilità all’integrazione europea e da una linea di subalternità alle politiche americane. Un allineamento che si è tradotto in un progressivo riposizionamento sull’Ucraina, nella crisi venezuelana e nella sfida alla sovranità della Groenlandia, con il risultato di indebolire la coesione europea e relegare l’Italia a un ruolo marginale.
Ma il sommovimento interroga anche le forze progressiste italiane, spesso prigioniere di un doppio standard: fortemente mobilitate su Gaza, ma più timide sulle crisi venezuelana e iraniana. Un errore che rischia di lasciare il destino di quei popoli alle decisioni arbitrarie di Washington. Una sinistra coerente con la propria storia non può che stare dalla parte di chi combatte per libertà e diritti, ovunque e contro ogni oppressione, anche a costo della vita.




















