PIACENZA – “La scelta del Comune di Bologna di distribuire pipe per fumare crack mi lascia sgomenta”. Lo scrive in una nota Andreina Moretti, presidente dell’associazione antiviolenze “Il Guscio” di Roseto degli Abruzzi (Teramo). “Ho vissuto in un’epoca – prosegue – in cui la droga ha invaso le strade e le case: ho visto amici perdersi, famiglie distrutte, genitori consumati dal dolore. Ho visto persone spegnersi lentamente e altre morire violentemente, risucchiate da una dipendenza che toglie dignità e vita”.
Per Moretti, che riceve numerose segnalazioni da famiglie e donne vittime di violenze legate alla tossicodipendenza, la distribuzione di strumenti per il consumo “non è un aiuto, è una resa”. “La battaglia contro la droga non può passare attraverso la consegna gratuita di pipe – aggiunge –. I fondi pubblici devono servire a creare alternative, comunità, progetti educativi e terapeutici. Il messaggio deve essere uno solo: ‘Non drogarti’. Arrendersi non è mai la soluzione”.
Non solo Bologna e Parma: la distribuzione di pipette in alluminio per il crack, nell’ottica della riduzione del danno e della prevenzione delle malattie infettive, avviene in Emilia-Romagna anche a Reggio Emilia e Piacenza. Su questo punto la polemica politica è accesa. A Piacenza il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri annuncia un esposto. “Dopo Bologna, Parma e Reggio Emilia, anche a Piacenza emerge la distribuzione di pipe per crack da parte dei servizi sanitari locali – dichiara –. Una scelta che rischia di configurare una vera agevolazione al consumo e che non può passare sotto silenzio. Presenteremo un esposto alla Procura e ho depositato un’interrogazione in Regione per chiedere chiarimenti immediati alla Giunta”.
L’Ausl di Piacenza, interpellata dal quotidiano Libertà, difende il programma. “Non si tratta di iniziative estemporanee, ma di strumenti indicati dall’Agenzia europea sulle droghe (Euda) – spiega Elena Uber, direttrice del SerDP –. I nostri servizi operano su più fronti: dalla prevenzione primaria nelle scuole agli interventi di prossimità per chi non riesce o non vuole smettere, al fine di ridurre i rischi, come la diffusione dell’epatite o dell’Hiv”. Nel corso del 2025, a Piacenza, sono state distribuite sei pipe per crack.