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Regionali, Calenda rompe con il campo largo

MARINA DI PIETRASANTA – “Fossi in Giani mi preoccuperei della figuraccia che ha fatto con l’inchino alla Taverna”. Lo ha detto Carlo Calenda, leader di Azione, a margine di un incontro al Caffè della Versiliana, commentando le regionali in Toscana e la scelta del suo partito di non sostenere la ricandidatura del presidente uscente Eugenio Giani.

“Giani è uno che ha sempre detto sì al rigassificatore e all’aeroporto di Firenze, poi per compiacere Paola Taverna firma una cosa contraria a ciò che aveva sostenuto per anni, senza avvisare la coalizione. È un modo sbagliato di fare politica, si prendono in giro i cittadini”, ha attaccato Calenda, che ha escluso anche un possibile sostegno al candidato di centrodestra Alessandro Tomasi: “Non si tratta di passare da una parte all’altra: abbiamo preso atto che non ci sono le condizioni. Auguriamo a Giani il meglio, ma se i programmi li fa Paola Taverna a noi non sta bene”.

Il leader di Azione ha parlato anche delle prossime regionali al Sud: “Io prima di mettere la Campania in mano a Fico mi taglio le mani. Non ha mai avuto responsabilità gestionale, a parte prendere l’autobus il primo giorno da presidente della Camera. Ci sono consiglieri che lo supportano, li perderò, ma io non lo sostengo”. Stesso giudizio negativo sulla Calabria: “Tridico? Era l’ultima cosa che serviva. Dare un reddito a chi non lavora è immorale. Alcuni consiglieri andranno con lui, io non lo supporto”.

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