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Spari contro Ocean Viking, le opposizioni: “stop ad accordi con Libia”

SIRACUSA – Il presidente della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro, ha duramente condannato l’aggressione armata subita dalla nave Ocean Viking della ong SOS Méditerranée in acque internazionali: “Non è accettabile che operatori impegnati a salvare 87 vite vengano attaccati con colpi d’arma da fuoco durante un’operazione di soccorso”, ha affermato. L’attacco, avvenuto nella giornata di ieri, ha visto la Guardia Costiera libica aprire il fuoco contro la nave umanitaria, dalla quale erano già state tratte in salvo 87 persone, tra cui diversi migranti.

Secondo la ong, l’attacco è durato tra i 15 e i 20 minuti, durante i quali sono stati esplosi centinaia di colpi con armi automatiche. L’imbarcazione ha riportato gravi danni agli oblò, alle antenne e alle attrezzature di salvataggio, ma fortunatamente nessuno a bordo, né tra i soccorritori né tra i migranti, è rimasto ferito. Tuttavia, “tutti a bordo hanno temuto per la propria vita”, recita il comunicato dell’organizzazione.

Valastro ha espresso profonda preoccupazione: “Ci lascia basiti e chiediamo che episodi simili non si ripetano mai più”. Ha inoltre assicurato la piena solidarietà all’equipaggio e ai naufraghi, ricordando che queste persone avevano già affrontato il trauma di un naufragio. Emergency ha definito l’episodio come un “fatto gravissimo”, criticando duramente la politica europea e italiana che finanzia e sostiene la Guardia Costiera libica. “A chi salva vite si spara, mentre chi le mette in pericolo viene protetto”, ha sottolineato l’associazione, chiedendo un’immediata interruzione degli accordi con Tripoli e l’avvio di un’inchiesta indipendente.

Pierfrancesco Majorino (Pd) ha legato il gravissimo episodio alla politica di contrasto al soccorso marittimo: “Il governo continua a girarsi dall’altra parte. È ora di promuovere vie regolari e sicure e una missione istituzionale di salvataggio”, ha dichiarato. Secondo Angelo Bonelli (Europa Verde): “L’Italia è ormai sotto ricatto della Libia. È inaccettabile che una motovedetta donata dall’Italia spari contro chi salva vite in mare”. Ha inoltre denunciato il fermo amministrativo subito dalla nave dopo l’attacco, chiedendo che i responsabili vengano perseguiti penalmente.

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