ROMA – Tredici milioni di italiani rischiano di rimanere senza uno sportello bancario accessibile. È l’allarme lanciato dal Centro Studi Uilca Orietta Guerra, che ha messo in luce come il fenomeno della desertificazione bancaria stia assumendo contorni sempre più preoccupanti. Si tratta della chiusura progressiva delle filiali bancarie, in particolare nelle aree interne e rurali del Paese, dove risiede una fetta significativa della popolazione.
Secondo l’analisi, nel 2024 il saldo tra sportelli aperti e chiusi è stato fortemente negativo: 614 filiali sono state chiuse in tutta Italia, 135 delle quali nelle aree interne, a fronte di sole 108 nuove aperture, di cui appena 34 in territori a bassa densità abitativa. Questo ha portato a 3.380 i comuni italiani rimasti senza alcuna filiale bancaria, una condizione che interessa 4,6 milioni di abitanti. Tra questi, 1.980 comuni delle aree interne che fino al 2023 avevano almeno un presidio fisico, oggi risultano completamente scoperti. In queste zone vivono oltre 2 milioni di persone, il 46% della popolazione residente in quei territori.
Il fenomeno è aggravato da fattori strutturali come lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione e lo squilibrio tra domanda e offerta di lavoro. Il segretario generale Uilca, Fulvio Furlan, ha sottolineato come “i dati dimostrano che la desertificazione bancaria è un fatto concreto e non un luogo comune”.
Anche grandi centri abitati non sono immuni: nel 2024, per la prima volta, un Comune con oltre 20.000 abitanti, Trentola Ducenta, in Campania, è rimasto senza sportelli. Situazioni simili si registrano anche in altre regioni, con l’Abruzzo che vede 187 Comuni su 305 senza alcuna banca e oltre 22.000 cittadini privati di un presidio finanziario nel solo ultimo anno.
Secondo il sindacato, le banche dovrebbero adottare un ruolo attivo e sociale, garantendo l’accesso ai servizi bancari anche nei territori più fragili. Come accaduto durante la pandemia, il sistema del credito può fungere da punto di riferimento essenziale per le comunità, evitando che restino isolate e penalizzate dalla mancanza di infrastrutture fondamentali.