Nelle email inviate nel 2021 all’Università di Modena, Salim El Koudri chiedeva lavoro e insultava i cristiani. Intanto il legale parla di «assoluta confusione mentale» e annuncia la richiesta di una perizia psichiatrica
Quattro email mandate in poco più di un’ora, il 27 aprile 2021, tra le 19,28 e le 20,38. Il mittente è Salim El Koudri e il destinatario è un indirizzo dell’Università di Modena e Reggio Emilia. «Dovete farmi lavorare come impiegato non magazziniere capito e qua a Modena e non in culo al mondo dove ti rimangono in tasca 500 euro al mese se ti va bene». +
Poi, dopo pochi minuti, ancora: «Fatemi lavorare». E nella terza email: «Bastardi cristiani di merda voi e il vostro Gesù Cristo in croce lo brucio». Infine, le scuse: «Mi dispiace per la maleducazione».
Le mail, anticipate da Il Giornale, sono ora all’attenzione degli inquirenti che stanno ricostruendo il profilo del 31enne accusato di avere investito sette persone nel centro di Modena.
La convalida del fermo slitta
L’udienza di convalida, inizialmente prevista per oggi alle 14, è stata rinviata alle 9.30 di domani.
Davanti al gip, El Koudri potrà decidere se rispondere alle domande oppure avvalersi ancora della facoltà di non rispondere, come già fatto durante l’interrogatorio davanti ai pm.

«Non volevo fare del male a nessuno»
«Sono uscito perché quel giorno morivo. Non volevo fare del male a nessuno». Sono le parole che El Koudri avrebbe detto al suo legale, l’avvocato Fausto Giannelli, durante un colloquio in carcere. Un racconto frammentario, confuso, con ricordi che, secondo il legale, dovevano spesso essere ricostruiti stimolandolo direttamente.
«Andavo più forte che potevo», avrebbe aggiunto parlando dell’auto lanciata in centro città. E quando è stato informato delle condizioni delle vittime, compresa la donna a cui sono state amputate entrambe le gambe, avrebbe commentato: «Che cosa tremenda».
La Bibbia, il prete e la richiesta di perizia
Nel colloquio con il suo avvocato, El Koudri ha chiesto sigarette ma anche una Bibbia e la possibilità di parlare con un prete. Richieste considerate particolari dagli investigatori, anche perché il 31enne non risulta battezzato e non frequentava abitualmente la comunità islamica locale di Ravarino. Attualmente si trova in isolamento.
Il legale ha annunciato che chiederà una perizia psichiatrica urgente. «Non si è reso conto dell’accaduto, sembra in una situazione di confusione mentale. È apatico in certi momenti, sorpreso quando ricorda cosa è successo. Assolutamente inconsapevole», ha spiegato Giannelli.
Il percorso psichiatrico interrotto
Parlando con il suo avvocato, El Koudri ha raccontato di essersi rivolto nel 2022 al centro di salute mentale perché convinto di essere perseguitato. Aveva iniziato una terapia farmacologica poi interrotta nel 2024.
La famiglia non era a conoscenza del percorso di cure. Negli ultimi tempi, secondo quanto emerso, il giovane passava molto tempo da solo, parlava da solo e trascorreva ore davanti a telefono e computer. I genitori avevano capito che «stava male» e che «non era lucido». Tra le sue ossessioni ci sarebbe stata anche la mancanza di lavoro. In passato aveva svolto impieghi temporanei come magazziniere, spedizioniere e impiegato, ruolo che avrebbe voluto continuare a fare.
La famiglia: «Pensiamo ai feriti»
Secondo il legale, la famiglia sarebbe «annichilita dal dolore» soprattutto per le condizioni delle persone investite. «Mi hanno chiesto più dei feriti che del figlio», ha raccontato Giannelli, spiegando che i familiari sarebbero pienamente consapevoli della gravità di quanto accaduto.
I feriti e le condizioni più gravi
Intanto arrivano segnali di lieve miglioramento dall’ospedale di Baggiovara. La donna tedesca di 69 anni, colpita per ultima dalla Citroen C3 e rimasta mutilata delle gambe, è stata estubata ed è cosciente. Restano però quattro le persone ancora in prognosi riservata tra gli ospedali di Modena e Bologna. Tra loro una donna polacca di 53 anni, ancora in gravi condizioni, e una coppia di coniugi italiani ricoverati in rianimazione al Maggiore di Bologna.
Il profilo di El Koudri
Salim El Koudri è cittadino italiano dal 2009, quando aveva 14 anni. La famiglia era arrivata a Ravarino nel 2000. Secondo la sindaca Maurizia Rebecchi, da bambino e adolescente era considerato «uno studente modello». Dopo il liceo si era laureato in Economia aziendale. Le indagini proseguono per chiarire se dietro l’attacco ci siano solo problemi psichiatrici o anche altre motivazioni.



















