Il presidente cinese Xi Jinping ha ricevuto Donald Trump a Zhongnanhai, il compound riservato ai vertici del Partito comunista. Un luogo simbolo del potere cinese, raramente aperto ai leader stranieri
L’ultimo giorno del summit tra Donald Trump e Xi Jinping si è svolto in uno dei luoghi più chiusi e misteriosi della Cina: Zhongnanhai, il compound governativo dove vivono e lavorano i vertici del Partito comunista.
Si tratta di una cittadella murata nel cuore di Pechino, accanto alla Città Proibita, praticamente inaccessibile al pubblico e raramente aperta ai leader stranieri. È qui che vengono prese le decisioni più importanti del potere cinese, spesso lontano dagli occhi del mondo fino al momento degli annunci ufficiali.
Il significato politico dell’invito
Trump non era stato ricevuto a Zhongnanhai durante la visita del 2017. Per questo la scelta di Xi viene letta dagli analisti come un segnale politico preciso: sottolineare il carattere personale del rapporto tra i due leader e mostrare un livello di fiducia superiore rispetto ai normali protocolli diplomatici.
A differenza della Casa Bianca, Zhongnanhai non è visitabile e resta avvolto da un’estrema segretezza. I dirigenti del Partito che vivono all’interno del complesso godono di privilegi esclusivi, dalle residenze di lusso ai servizi medici riservati.

Dai giardini imperiali a Mao
Prima della rivoluzione comunista il compound era un giardino imperiale privato. Alcuni laghi risalgono addirittura al XII secolo. Nel 1898 l’imperatrice vedova Cixi organizzò proprio lì il colpo di Stato contro il nipote, l’imperatore Guangxu, che venne imprigionato su un’isola artificiale all’interno del complesso. Quel golpe segnò il fallimento del tentativo di trasformare la Cina imperiale in una monarchia costituzionale e accelerò il crollo della dinastia Qing.
Dopo la nascita della Repubblica Popolare nel 1949, Mao Zedong e gli altri leader comunisti scelsero Zhongnanhai come centro del nuovo potere cinese.

Da Nixon a Putin
Nel 1972 Mao invitò a Zhongnanhai il presidente americano Richard Nixon, in una visita storica che pose fine a oltre vent’anni di gelo diplomatico tra Washington e Pechino. Negli anni successivi Xi ha ricevuto nel compound pochissimi leader stranieri, tra cui Vladimir Putin e il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko.
Anche George W. Bush e Barack Obama furono accolti lì durante le rispettive visite in Cina.
I manager americani ricevuti da Xi
Negli ultimi anni Zhongnanhai ha aperto le porte anche ai grandi nomi del business americano. Tra i manager ricevuti nel compound figurano Tim Cook e Elon Musk, entrambi presenti più volte a Pechino per incontri con la leadership cinese.



















