23 Aprile 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

23 Apr, 2026

Cos’è la legge dei 60 giorni: Trump tra Congresso e ritiro. Scadenza: 1° maggio

Congresso Usa

La legge è la War Powers Resolution del 1973: obbliga il presidente a informare il Congresso entro 48 ore e a fermare le operazioni dopo 60 giorni senza autorizzazione



Al centro dello scontro c’è la War Powers Resolution del 1973, una norma pensata per limitare i poteri del presidente in guerra. La legge consente di avviare operazioni militari senza autorizzazione del Congresso, ma impone un limite: dopo 60 giorni, il presidente deve interrompere le ostilità o ottenere un voto parlamentare.

Nel caso dell’Iran, il conto alla rovescia è già partito: Trump ha notificato ufficialmente l’operazione al Congresso il 2 marzo. La scadenza cade il primo maggio.

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Il nodo politico tra Repubblicani e Democratici

I Democratici hanno provato più volte a fermare la guerra invocando la legge, ma i Repubblicani hanno sempre bloccato le risoluzioni. Tuttavia, qualcosa potrebbe cambiare con l’avvicinarsi della scadenza.

Alcuni esponenti del Partito Repubblicano hanno già avvertito che non sosterranno un prolungamento automatico del conflitto senza autorizzazione del Congresso. Segno che l’unità politica potrebbe incrinarsi.

LA GUERRA GIORNO PER GIORNO

Le tre opzioni per Trump dopo la scadenza

Superato il limite dei 60 giorni, il presidente ha tre possibilità: chiedere al Congresso l’autorizzazione a continuare la guerra, avviare un ritiro delle forze americane oppure concedersi una proroga tecnica.

La legge consente infatti un’estensione di 30 giorni, ma solo per garantire un ritiro sicuro delle truppe, non per continuare le operazioni militari.

Il Congresso può autorizzare la guerra

Il Congresso può in qualsiasi momento approvare formalmente l’uso della forza militare. È il principale strumento con cui gli Stati Uniti autorizzano le guerre, dato che una dichiarazione formale non avviene dalla Seconda guerra mondiale. Al momento però non è chiaro se esista una maggioranza pronta a sostenere apertamente il conflitto con l’Iran.

Trump potrebbe ignorare la scadenza

Non è escluso che Trump scelga di aggirare la legge. Diverse amministrazioni, sia democratiche che repubblicane, hanno sostenuto che i limiti imposti dalla War Powers Resolution siano incostituzionali. Anche Barack Obama nel 2011 proseguì un’operazione militare oltre i 60 giorni, sostenendo che non si trattasse di un vero conflitto armato. Trump stesso aveva già contestato la norma nel 2019, opponendo il veto a una risoluzione del Congresso sul coinvolgimento americano nello Yemen.

Il rischio politico per la Casa Bianca

Ignorare la scadenza potrebbe però avere un costo politico. Finora i Repubblicani hanno sostenuto Trump, ma molti hanno indicato proprio il limite dei 60 giorni come una soglia critica.

Se la guerra dovesse proseguire senza autorizzazione, il presidente potrebbe perdere parte del sostegno del suo stesso partito, aprendo una nuova fase di scontro interno a Washington.

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