5 Aprile 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

5 Apr, 2026

Iran, pilota Usa salvato dopo 48 ore. Trump: «Riaprite lo Stretto o vivrete all’inferno»

Recuperato il secondo membro dell’equipaggio dell’F-15 abbattuto in Iran. Subito dopo il salvataggio, Trump lancia un ultimatum a Teheran sullo Stretto di Hormuz


L’ufficiale dell’Air Force precipitato in Iran dopo l’abbattimento del suo F-15E è stato recuperato in un’operazione delle forze speciali americane. Lo scrive il The New York Times, raccontando un blitz notturno che ha portato i commandos in profondità nel territorio iraniano. A intervenire è stato il Navy SEAL Team 6, con un’operazione che ha coinvolto centinaia di uomini e mezzi. Nessuna vittima tra i militari statunitensi, mentre l’aviatore ferito è stato evacuato in Kuwait.

LA GUERRA GIORNO PER GIORNO

Due giorni di caccia all’uomo

Il salvataggio è arrivato al termine di una corsa contro il tempo di 48 ore. Dopo essersi eiettato dal velivolo colpito, l’ufficiale – un addetto ai sistemi d’arma – si è nascosto con una pistola come unica difesa. Il pilota era stato recuperato subito, ma per il secondo membro dell’equipaggio si è aperta una caccia parallela tra forze americane e iraniane.

Sopravvivere dietro le linee

Secondo quanto ricostruito, il militare si è rifugiato in una zona montuosa, riuscendo a sfuggire alla cattura per più di 24 ore. Ha limitato l’uso dei dispositivi di segnalazione per evitare di essere individuato e si è spostato a piedi lungo creste isolate. In alcuni casi avrebbe potuto contare anche su aiuti locali, in un’area dove l’opposizione al regime iraniano è diffusa.

Il ruolo della Cia e il depistaggio

Determinante il lavoro dell’intelligence. La Cia ha avviato una campagna di depistaggio per confondere le forze iraniane, facendo credere che il pilota fosse già stato recuperato e trasferito via terra. Alla fine è stata proprio l’agenzia a individuare il punto in cui si nascondeva, permettendo al Pentagono di organizzare l’estrazione.

Un’operazione militare su larga scala

Il recupero ha richiesto l’impiego di aerei da attacco, elicotteri, velivoli da trasporto e sistemi di intelligence avanzati. Gli Stati Uniti hanno colpito convogli iraniani per tenerli lontani dall’area del salvataggio. Dopo l’estrazione, due aerei rimasti bloccati in una base avanzata sono stati distrutti per non lasciarli in Iran.

L’immancabile messaggio di Trump

Il presidente Donald Trump ha rivendicato il successo dell’operazione con un post: “WE GOT HIM!”. E ha sostenuto che il blitz dimostra la superiorità aerea americana sull’Iran, nonostante l’abbattimento del caccia e le crescenti domande sull’efficacia delle difese iraniane.

“Abbiamo salvato il membro dell’equipaggio e ufficiale dell’F-15, gravemente ferito e davvero coraggioso, dalle profondità delle montagne dell’Iran. Le forze militari iraniane lo stavano cercando, in gran numero, e si stavano avvicinando. È un Colonnello molto rispettato. Questo tipo di operazione viene tentata raramente, a causa del pericolo per “uomini e mezzi”. Il secondo raid è arrivato dopo il primo, in cui abbiamo salvato il pilota in pieno giorno, anche questo insolito, restando per sette ore sopra l’Iran. Una DIMOSTRAZIONE incredibile di coraggio e talento da parte di tutti!

«Riaprite lo Stretto o vivrete all’inferno»

Dopo aver celebrato il salvataggio del pilota americano recuperato sulle montagne iraniane, il presidente Trump ha aperto la mattina di Pasqua con una nuova e durissima minaccia contro Teheran. In un messaggio pubblicato sui social, ha annunciato l’intenzione di avviare bombardamenti contro la rete elettrica e le infrastrutture iraniane, a partire da martedì, se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto al traffico. Il linguaggio usato è stato particolarmente aggressivo, con toni e parole insolite anche per il suo stile:

“Martedì sarà il giorno delle centrali elettriche e dei ponti, tutto insieme, in Iran”, ha scritto poco dopo le 8 del mattino. Poi l’avvertimento diretto al governo iraniano, accompagnato da un’espressione a dir poco volgare: riaprite lo Stretto o vivrete “all’inferno”. Un messaggio pubblicato nel giorno più sacro per il calendario cristiano, che ha contribuito ad alzare ulteriormente la tensione.

Teheran replica: «Trump sull’orlo della follia»

In risposta alla minaccia dai toni volgari lanciata dal presidente Trump sui social, l’agenzia Mizan, vicina alla magistratura iraniana, ha accusato Washington di aver oltrepassato ogni limite. «La fermezza e la resistenza dell’Iran hanno spinto Trump sull’orlo della follia», si legge. Mizan ha definito “vile” il linguaggio usato dal presidente americano, parlando di un insulto diretto al popolo iraniano. Un’escalation verbale che, secondo osservatori locali, potrebbe segnare l’ingresso del conflitto in una fase ancora più pericolosa.

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