1 Aprile 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

1 Apr, 2026

Lampedusa, 19 migranti morti di freddo: bimbo salvato dall’abbraccio di una naufraga

I soccorsi a Lampedusa

Nuovo naufragio a Lampedusa, 19 migranti morti per ipotermia. Un bambino salvato dall’abbraccio di una sconosciuta


Tiene tra le braccia un bimbo di circa un anno, respira a fatica, trema e continua a chiedere: “Lui adesso che fine farà?”.

Una giovane donna, tra i migranti soccorsi nelle acque di Lampedusa, ricoverata al Poliambulatorio in stato di ipotermia e intossicata da fumi di idrocarburi, non stacca lo sguardo piccolo, che ha salvato e che poi è stato portato sull’isola assieme a lei.

Secondo quanto avrebbe raccontato, la mamma del piccolo è morta e sarebbe suo uno dei 19 corpi senza vita arrivati a molo Favarolo. La donna ha preso con sé il bimbo e lo ha tenuto stretto fra le braccia, cercando di riscaldarlo anche durante il viaggio sulla motovedetta che dall’area Sar libica ha portato i profughi sulla maggiore delle Pelagie. I poliziotti in servizio all’hotspot di contrada Imbriacola, avvalendosi di mediatori culturali, interpreti e personale della Croce Rossa, dovranno ora ricostruire se davvero la mamma del piccolo sia fra le vittime.

L’intervento della Guardia costiera alle 3 di notte

L’intervento di soccorso della motovedetta della guardia costiera è scattato alle 3 della notte, a 85 miglia da Lampedusa, in area Sar libica. Sul barcone agganciato ha trovato diversi cadaveri, sia i migranti vivi che i morti sono stati trasbordati e il disperato viaggio verso Lampedusa aveva inizio.

Durante il trasferimento conclusosi poco dopo le ore 13, altri migranti, fra cui più donne, hanno perso la vita. Tutti sarebbero morti per ipotermia. Quattro uomini e una donna – tutti dai 25 ai 30 anni – e due bambini, uno dei quali ha circa un anno, sono invece i migranti ricoverati al Poliambulatorio. I due bambini non sono in gravi condizioni, sono infreddoliti, ma il loro quadro clinico non è allarmante. Gli adulti invece sono in stato di ipotermia e intossicati dai fumi di idrocarburi. I medici hanno già somministrato i farmaci per l’intossicazione e stanno cercando di stabilizzare la loro temperatura corporea.

Il sindaco di lampedusa: “Scene di pietà”

Secondo le prime testimonianze raccolte tra i sopravvissuti, il gruppo di migranti sia partito dalla Libia l’altro ieri, quando le condizioni meteo erano buone.

Poi un improvviso fronte freddo che ha colpito il Canale di Sicilia, sorprendendo l’imbarcazione con forte vento, pioggia ininterrotta e la temperatura scesa a 10 gradi.

Il sindaco di Lampedusa e Linosa, Filippo Mannino, dopo essere stato a molo Favarolo si è recato al Pte. “Scene di pietà, – ha detto – Spero che un giorno tutto questo finirà, un conto è vedere questo strazio e un altro è raccontarlo. Il mare è in tempesta, si pensi che il traghetto di linea non è dato in partenza nei prossimi giorni. Non arriverà prima di sabato”.

L’altra tragedia nell’Egeo

I naufragi sono frequenti tra le imbarcazioni che tentano la pericolosa traversata dalla Turchia alle isole greche, porta d’accesso all’Unione Europea. Altri diciotto migranti a bordo di un gommone sono annegati nel Mar Egeo al largo della costa di Bodrum, nel sud-ovest della Turchia, secondo quanto riferito dalla guardia costiera turca.

“A seguito delle operazioni di ricerca e soccorso, 21 migranti senza documenti sono stati tratti in salvo vivi, mentre sono stati recuperati i corpi di altri 18”, ha dichiarato la guardia costiera in un comunicato. Non sono state fornite immediatamente informazioni sulla nazionalità dei migranti. “Le operazioni per accertare la sorte dei dispersi e le attività di ricerca e soccorso continuano”, ha dichiarato la guardia costiera.

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