“Viva grazie ai donatori di sangue e a uno studente eroe”. Il racconto della prof accoltellata in una lettera affidata al suo legale e dettata dall’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo dove è ancora ricoverata
Una testimonianza durissima, un racconto di dolore, paura, di ringraziamento anche. Chiara Mocchi la professoressa accoltellata dal suo studente, 13enne, che l’ha colpita all’addome e al collo mentre riprendeva tutto col cellulare per pubblicarlo Telegram, sta meglio, è fuori pericolo. E in una lettera descrive i minuti dell’aggressione, il sangue perso, l’intervento dei soccorsi e il gesto di uno studente eroe che ha fermato il tentato omicidio.
“Un fendente a un millimetro dall’aorta”
“Una potentissima emorragia, quasi un litro e mezzo di sangue perso in poco tempo. Un fendente arrivato a mezzo millimetro dall’aorta”, dice Mocchi, insegnante di francese, accoltellata alle scuole medie di Trescore Balneario, poco prima dell’inizio delle lezioni. Lo fa in una lettera affidata al suo legale, l’avvocato Angelo Lino Murtas, dettata dall’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo dove è ricoverata e in cui ringrazia i donatori di sangue dell’Avis che le hanno salvato la vita.
Il sangue, il buio, poi la vita che torna
“”Ricordo una voce di donna, ferma e urgente: ‘Abbiamo pochi secondi, la stiamo perdendo, ora o mai più’. Un foulard premuto sul collo, le mani tremanti di chi mi soccorreva, e quel torpore che avanzava rapido mentre la luce diventava ombra”. La docente ricorda il momento in cui ha perso conoscenza e poi il ritorno alla vita: “Ho sentito la vita rientrare lentamente nel mio corpo, attraverso le vene”. Decisive le trasfusioni: “Ancora una sacca, presto”, la voce dei medici mentre il cuore riprendeva a battere.
L’eliambulanza e gli studenti alle finestre
Il trasferimento in ospedale è stato rapidissimo. “Dal cielo è arrivata l’eliambulanza, mi hanno caricata in un istante”. Poi l’immagine che resta: “Ho visto le finestre della mia scuola riempirsi dei volti dei miei ragazzi, che mi salutavano con le lacrime agli occhi. Era come se volessero trattenermi ancora un po’ con loro”.
Il 13enne aggressore e l’indottrinamento social
La professoressa racconta di essere stata colpita all’improvviso da un alunno tredicenne, descritto come “confuso, trascinato e indottrinato dai social”, che l’ha ferita più volte al collo e al torace con un pugnale.
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Lo studente eroe che ha fermato l’attacco
A salvarla è stato un altro studente. Richiamato dalle urla, è intervenuto mentre la docente era a terra ferita, affrontando il compagno armato e riuscendo a metterlo in fuga. “Solo il coraggio immenso di un altro mio alunno ha impedito il peggio”, racconta la professoressa. Il legale Angelo Lino Murtas lo definisce senza esitazioni: “È un eroe, ha rischiato la vita”. E annuncia l’intenzione di proporlo per una medaglia.
Il grazie ai donatori di sangue
Nella lettera, la docente ringrazia anche i donatori dell’Avis, decisivi per salvarle la vita dopo la grave emorragia. Un gesto che nel suo racconto diventa parte stessa della sopravvivenza.



















